Milano Fashion Week: Jil Sander in un nuovo minimalismo poetico

Milano ha registrato due importanti debutti questo weekend. Uno di essi era da Jil Sander, dove la coppia di stilisti svizzero-canadese marito e moglie, Luke e Lucie Meier, ha presentato le prime idee concepite per il brand. La loro interpretazione: minimalismo poetico con un tocco asimmetrico.

Jil Sander - Primavera-Estate 2018 - Womenswear - Milano - © PixelFormula

La prima mossa intelligente dei Meier è stata quella di cambiare la location dello show, spostandola dallo showroom dell’azienda a Milano in un magnifico passaggio aperto lungo 100 metri, parte di un enorme complesso che rappresenta una delle ultime realizzazioni disegnate dalla compianta Zaha Hadid, una enorme scatola bianca allungata sormontata da un tramonto screziato da scie di colore.
 
Aprendo con una serie di abiti bianchi di cotone che arrivavano a strisciare sul pavimento, i Meier si sono concentrati sulle forme pure, piegando, increspando, plissettando con cura i loro capi con destrezza. Con il progredire dello show hanno introdotto tessuti più tecnici – tra cui nylon resistenti e materiali con memoria di forma. Abiti leggeri contrastavano con imbracature di pelle sulle spalle, cinghie e mini gilet.
 
La sfilata era ricca di creazioni monocolore, eccetto per il finale di ampi, sciolti maglioni di cashmere con strisce di colori astratti e vivaci. Insieme alle donne sono apparsi uomini in austeri cappotti blu oceano, vestiti scolastici ordinati e camici eleganti.
 
La voce poetica di Nina Simone, che cantava "Be My Husband" ha aperto lo show con un mood spirituale, mentre il cast di 60 modelli camminava con solennità sulla lunga passerella.
 
Per un edificio di classe con così tanta storia, Sander ha avuto una storia complicata, da quando la sua fondatrice (Heidemarie Jiline Sander) si è ritirata nel 2005, quasi 40 anni dopo aver fondato il marchio ad Amburgo. Dopo essere stata comprata dal Gruppo Prada, la firma è poi finita nel portafoglio di Onward Luxury. Sebbene, sotto la guida di Raf Simons, per un certo periodo sia stato acclamato dalla critica, il brand è andato un po’ alla deriva. I Meier hanno sostituito Rodolfo Paglialunga, che ha portato Sander a diventare un contenitore di sportswear italiano. La nuova coppia ha riproposto la visione originaria di Sander, anche se con un tocco elegiaco giovanile.
 
“La maggioranza delle persone quando pensa a Sander usa la parola minimalismo e crede che sia un marchio molto freddo. Ma più noi abbiamo guardato dentro a Sander più abbiamo visto qualcosa di estremamente emozionale, molto femminile e leggero. Tutto in forte opposizione alla sua potente sartorialità. Queste due cose insieme sono ciò che vogliamo”, ha cominciato Luke, prima che Lucie finisse la frase.
 
Lucie, insieme a Serge Ruffieux, ha svolto il ruolo di designer sostitutivo tra la partenza di Raf Simons e l’arrivo di Maria Grazia Chiuri. Sia Lucie che Serge Ruffieux hanno fatto un buon lavoro da Dior, che li ha portati immediatamente ad approdare in posizioni importanti. Ruffieux ha debuttato come stilista di Carven la scorsa settimana.
 
I Meier hanno sicuramente realizzato un buon inizio. Ora vediamo cosa farà Ruffieux.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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