Mei.com (Alibaba) punta sul lusso italiano

Mei.com, uno dei principali flash sales store del lusso in Cina e parte del gruppo Alibaba, punta sui brand italiani (sono già presenti sulla piattaforma nomi come Armani, Dolce&Gabbana, Versace, Ferragamo e Tod’s) e ha incontrato il 19 settembre a Milano, alla vigilia della fashion week, alcuni tra i principali marchi italiani del lusso e della moda, tra cui Valentino, Bottega Veneta, Giorgio Armani, Moncler, Roberto Cavalli.

Mei.com

Tra gli speaker dell’evento, l’Executive Director Europe di Mei.com Mattia Mor; il co-fondatore e chairman di Mei.com Thibault Villet; Jessica Liu, Presidente di Tmall (marketplace B2C del Gruppo Alibaba rivolto ai consumatori cinesi) che nel suo speech ha presentato l’evoluzione del mercato dei beni di lusso in Cina e gli scenari di collaborazione tra Tmall e Mei, concentrandosi in modo specifico sui brand italiani, sempre più apprezzati da un mercato cinese in crescita e sempre più attento alla qualità.

In Cina si prevede un raddoppio della classe media tra il 2015 e il 2020 (ad oggi 360 milioni di persone), di cui il 60% in città. Il 30% del consumo del lusso mondiale è già cinese, e l’8% dei beni di lusso sono già comprati online. Il digitale può quindi diventare punto di incontro perfetto tra i desideri di acquisto di un numero così alto di consumatori e lo stile, la creatività e l’abilità sartoriale e artigiana italiana, riducendo il peso della burocrazia e i tempi di accesso al mercato. Una grande opportunità per il made in Italy in Cina, il cui export ammonta già a 17 miliardi.

Durante l’evento, è stato presentato da Bain&Co uno studio sullo sviluppo del mercato del lusso in Cina. Secondo la ricerca, il mercato globale dei beni personali di lusso valeva 249 miliardi di euro nel 2016, di cui la Cina rappresentava il 7%, ma i cinesi rappresentano invece ben il 30% del totale. Dal 2009 la Cina è stata un Paese chiave per l’espansione dei brand internazionali, e i consumatori cinesi hanno rappresentato l’unica spinta per la crescita del mercato globale del lusso, controbilanciando il rallentamento del consumo dei consumatori più maturi europei e americani. La riduzione della spesa complessiva dei consumatori cinesi nel 2016 ha portato alla stagnazione del mercato globale, ma il rilancio è in corso nel 2017 con un consumo locale più sano che sta fornendo nuovo impulso anche al mercato cinese.

Negli ultimi anni il consumatore cinese sta attraversando un processo di maturazione: l’attenzione al “logo” è in decrescita ma resta visibile (35% circa dei consumatori), ma la maggior parte dei consumatori cinesi (91%) si dichiarano più propensi all’acquisto, nei prossimi tre anni, di beni di lusso con elementi di design più ricercati e l’82% si dichiara “interessato” o “fortemente interessato” all’acquisto, nei prossimi tre anni, di nuovi marchi del lusso emergenti. Inoltre, gli outlet sono in crescita: il 66% dei consumatori si dichiara interessato ad aumentare gli acquisti di beni di lusso negli outlet nel corso del prossimo anno.

Per quanto riguarda l’e-commerce, il canale è molto più sviluppato in Cina rispetto alla media globale: il 78% dei consumatori cinesi reperiscono informazioni su beni di lusso da Internet e app mobile, contro il 31% che si informano tramite riviste e il 29% che prediligono il passaparola tra amici. Il 50% dei consumatori cinesi dichiara di aver aumentato le proprie spese di lusso online su siti cinesi nell’ultimo anno, contro il 41% che ha acquistato su siti internazionali. Al contempo, il mercato online dei beni di lusso in Cina presenta ancora numeri abbastanza bassi (circa 8% del totale mercato), e quindi un grande potenziale di crescita per i prossimi anni.

Sul fronte beni di lusso, infine, nonostante il recente rallentamento della crescita economica cinese, si prevede una crescita dei consumi, in linea con quella della popolazione (+ 32 milioni di persone entro il 2030) con un PIL globale in aumento. Il mercato cinese del futuro rifletterà i principali cambiamenti in atto a livello sociodemografico: nuovi consumatori “millennials”, classe media urbana in ascesa, donne in ascesa e crescita dell’individualismo.

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