Lululemon supera le attese e vede crescere nettamente il business all'estero

“L’estero è un elemento chiave della nostra crescita e vediamo delle grandi opportunità nel fatto che i nostri visitatori nel mondo cerchino di vivere delle vite che abbiano più significato”. Laurent Potdevin, il CEO di Lululemon Athletica, mette in evidenza le mire internazionali dell’azienda canadese al termine del secondo trimestre dell’esercizio.

Lululemon si sviluppa all'estero e con l'Uomo - Lululemon

Il marchio di articoli sportivi, specialista di fitness e yoga, ha visto crescere le vendite del 13% nel periodo rispetto all’anno precedente, per raggiungere i 581 milioni di dollari. Il suo utile operativo si è contratto del 7%, a 69 milioni di dollari, a causa dei costi per la chiusura di alcuni negozi e degli investimenti sostenuti nell’e-commerce. La crescita delle vendite è andata oltre le attese degli analisti finanziari. Il marchio di Vancouver ha visto crescere le vendite a perimetro comparabile del 7%, in un mercato americano del retail apatico, e quellle sul suo sito Web aumentare del 30%.
 
In America del Nord, il marchio vuole sfruttare queste sue buone dinamiche per tentare di togliere delle quote di mercato a Nike e Under Armour, in particolare nei prodotti per l’uomo. A tale scopo, ha fatto partire una prima campagna pubblicitaria dedicata all’uomo questo mese e punta a raggiungere nel 2020 la soglia del miliardo di dollari di vendite presso la clientela maschile. Ma l’estero è chiaramente il campo in cui il gruppo dispone di margini di crescita più elevati, quasi impressionanti. In Europa, il brand sta predisponendo la sua prima inaugurazione di un monomarca a Monaco di Baviera e annuncia che potenzierà il suo piano di aperture. “Sul lungo periodo, continuo a vedere delle opportunità significative in Europa, mentre costruiamo la nostra dinamica con una crescita di oltre il 50% rispetto all’anno scorso. Continuiamo anche a implementare una strategia di networking nelle città principali, sostenuta da un ecosistema digitale”.
 
Ma la zona sulla quale il gruppo nordamericano ha ottenuto le crescite migliori è l’Asia. Il Chief Executive Officer annuncia una crescita del 70% su questo mercato, dove Lululemon ha aperto la sua terza boutique in Giappone, a Shinjuku. Soprattutto, la progressione è stata del 350% in Cina, in particolare grazie a un aumento delle vendite del 175% su T-mall.

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"Siamo pronti a aprire 12 negozi in Asia quest'anno, con 6 punti vendita pianificati nel secondo semestre in Cina, a Pechino, Guangzhou, Chengdu e Shenzhen”, spiega. “Sono rimasto davvero sorpreso dall'impatto della nostra campagna pubblicitaria "This is Yoga" in Cina, dove, per un costo d’acquisto molto basso, siamo stati capaci di creare un forte riconoscimento del marchio. Vogliamo realmente far vivere le nostre nuove comunità, soprattutto nelle città di primo livello, dove stiamo crescendo molto”. Una popolarità che Lululemon vuole sfruttare usando anche il mondo digitale, per guadagnare delle quote di mercato nelle città di seconda fascia. Tanto che nel 2020 il marchio canadese stima che il mercato cinese rappresenterà dal 60% al 70% della sua attività in Asia-Pacifico.
 
Per quella data, il gruppo punta a registrare un fatturato globale di 4 miliardi di dollari. Per l’insieme dell’esercizio 2017, il marchio annuncia di puntare su un giro d’affari compreso fra i 2,545 miliardi e i 2,595 miliardi di dollari, con 15 aperture di negozi all’estero.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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