La creatività coreana si scatena al Pitti Uomo

Per la seconda stagione, la Corea del Sud si trova sotto i riflettori a Pitti Uomo. Un défilé è stato organizzato mercoledì nell’ambito del salone fiorentino tramite il progetto “Concept Korea”, sostenuto dall'agenzia pubblica per la promozione culturale Kocca, che ha consentito di far scoprire al pubblico e ai buyer il lavoro di Bmuet(te) e di Beyond Closet. Due marchi coreani emergenti dagli stili molto diversi, a testimoniare la diversità e la vivacità creative di questo Paese.

Il pullover-sciarpa di Bmuet(te) - Pitti Immahine ph Giannoni Giovanni

Bmuet(te), come indica il suo nome, è prima di tutto concettuale. “Il nome del nostro brand, che si rivolge a uomini e donne, è un invito al silenzio, al lasciare spazio alla nostra immaginazione, alla ricerca di idee e alla creazione”, spiega a Fashionnetwork.com Byungmun Seo (37 anni), che ha incontrato Jina Um (35 anni), sua partner in città come sul palco, nel gruppo sudcoreano Kolon Industries, prima di lanciare la loro linea nel 2015.
 
Il loro approccio? Inventare una nuova estetica al di fuori dei codici stabiliti, a partire dai vestiti classici, che vengono destrutturati, decomposti e ricostruiti in proporzioni e forme non convenzionali. “Vogliamo creare un nuovo modo di vestirsi lavorando sulla struttura dell’abito. Per mostrare meglio il nostro concept, abbiamo volontariamente limitato la tavolozza colori al bianco, al nero e al grigio”, prosegue Byungmun Seo.
 
Così, un bomber e una giacca classica s’intrecciano per creare un cappotto con nuove proporzioni. La camicia abbottonata sul retro è doppiata sul davanti da un maglione che lascia libera la schiena, e che può essere indossato sulla camicia o al suo posto. “Weird but beautiful” (“Bizzarro ma bello”), proclamano i designer sul colletto di una polo.

Beyond Closet gioca con l'immaginario pop - Pitti Immagine ph Giannoni Giovanni

Sono stati soprattutto i modelli ibridi multiuso ad ispirare la coppia. Una felpa è dotata di quattro grandi maniche: due per le braccia e altre due piazzate davanti e dietro, consentendo d’indossare il capo come un pantalone. Delle maglie con due fori per infilare la testa servono da pullover o da sciarpa. Il duo, che ha frequentato un master al London College of Fashion, ha lasciato Londra per Seoul, dove ha insediato il brand, distribuito in una trentina di rivenditori, da Traffic a Los Angeles a Harvey Nichols a Hong Kong.
 
È su un altro registro che gioca Taeyong Ko, 35 anni, che definisce il suo stile “classico con un twist”. Questo designer autodidatta, che nella sua prima vita era impegnato nel nuoto e che ha mosso i primi passi nella moda lavorando in una boutique, ha lanciato la propria etichetta maschile Beyond Closet nel 2008.
 
Ko rivisita lo stile americano preppy con una visione fun e pop piena di colori, componendo il guardaroba ideale per un dandy dall’aspetto adolescenziale. Il pantalone da jogging malva con micro-motivi infantili s’indossa con un pullover lilla intrecciato e decorato con un teschio. Una giacca scintillante s’infila su una camicia da gondoliere con strisce bianche e nere.

Gli outfit dell'etichetta coreana Beyond Closet - Pitti Immagine ph Studio Proj3ct

Lo stilista propone dei capi classici, come i gilet a losanghe o gli abiti di velluto con pochette di seta, e li mescola sapientemente con tutti i tipi di accessori e dettagli stravaganti, come il cappello alla Davy Crockett, i ricami animalier sul passamontagna, la sciarpa da tifoso o la fascia da tennista, definendo un atteggiamento sia anticonformista che trendy. Così, Una cravatta di seta fa da cintura in un cappotto di shearling, mentre un accappatoio a scacchi viene indossato con un cardigan patchwork lavorato all’uncinetto.
 
Beyond Closet è oggi distribuito soprattutto negli Stati Uniti e in Asia tramite una quindicina di negozi multimarca.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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