L'export di design italiano vola a 22 miliardi (+6%) nel 2017

L’export di design Made in Italy vola a 22 miliardi nel 2017, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente, grazie all’aumento di esportazioni di gioielli (+12%), sedie (+11%), parti e accessori di mobili (+7%). Nel podio dei Paesi partner si posizionano Francia (14% del totale, +11% rispetto al 2016), Stati Uniti (9,6%, +9,3%) e Svizzera (9,3%, +10,8%).

Il design italiano nel mondo
 
A dirlo sono le elaborazioni sui dati Istat realizzate dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in collaborazione con Promos, e contenute nella mappa “Il design italiano nel mondo – Italian design in the world”.
 
La Francia si conferma il primo Paese di destinazione per quasi tutti le categorie merceologiche (mobili per ufficio, cucina, sedie e arredo domestico); la Germania, invece, è prima per apparecchiature per l’illuminazione e per prodotti in porcellana e ceramica. Infine, il Regno Unito apprezza, soprattutto, parti e accessori di mobili, mentre la Svizzera gioielleria e pietre preziose. Tra i mercati di sbocco in ascesa spiccano Hong Kong, 7° (+16,3%), Cina, 9° (+36%), Turchia, 11° (+16,4%) e Canada, 17° (+12,8%).
 
Treviso, Alessandria e Arezzo guidano la classifica delle città italiane esportatrici di design. L’incremento maggiore nell’anno è stato registrato da Alessandria (+33,7%) e Pordenone (+13,8%), seguite da Bergamo, Arezzo e Milano (+6%). La Lombardia si conferma la regione leader del settore, con quasi 5 miliardi di euro di export, oltre un quinto del totale nazionale; nella città meneghina, il giro d’affari verso l’estero tocca quota 1,8 miliardi di euro (di cui 467 milioni in mobili).

Instagram/Salone del Mobile
 
Dati confortanti per il comparto che si è dato appuntamento, a Milano, per la 57esima edizione del Salone del Mobile, in corso nei padiglioni di Rho Fiera fino al 22 aprile. Secondo i risultati di un’indagine condotta da Promos, il 40% delle imprese esportatrici crede che il business arriverà soprattutto dagli stranieri; per la metà contano i Paesi dell’Unione Europea, ma spicca il Medio Oriente per una su tre, Stati Uniti, Svizzera e Cina per una su cinque. Infine, il 90% vorrebbe ampliare  le esportazioni verso altri Paesi e il 40% si aspetta comunque un anno positivo per l'export.

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