L'Oréal: vendite cresciute del 5,1% nel 3° trimestre, trainate dalla Cina

L'Oréal ha visto accelerare la propria crescita organica nel terzo trimestre e ha performato meglio del previsto grazie ai prodotti di lusso, le cui vendite sono esplose presso la clientela cinese.

Reuters

Le vendite del numero uno mondiale dei cosmetici sono cresciute del 5,1% a cambi e perimetro costanti, dopo una progressione del 4,3% nel trimestre precedente, facendo nettamente meglio del 4,2% atteso dagli analisti.
 
Come i suoi concorrenti Estée Lauder o la divisione profumi e cosmetici di LVMH, L'Oréal sfrutta la corsa dei consumatori cinesi all’acquisto di prodotti di lusso, del quale stanno beneficiando anche marchi come Louis Vuitton, di proprietà di LVMH, o Gucci, posseduto da Kering.
 
“Il mercato del lusso è esploso quest’anno in Cina, e presso i consumatori cinesi, ovunque si trovino”, ha dichiarato giovedì scorso il PDG del gruppo Jean-Paul Agon, aggiungendo che è "troppo presto per dire se questa tendenza continuerà”.
 
Trascinato da questa onda, Lancôme, primo marchio di lusso del gruppo, le cui vendite annnuali superano i due miliardi di euro, cresce di circa il 10% dall’inizio dell’anno, mentre le vendite di Yves Saint Laurent sono aumentate del 30%.
 
Dopo un periodo di esplosione di "piccoli" brand di cosmetici, favoriti dalle reti sociali, Jean-Paul Agon si rallegra del “ritorno dei grandi marchi”.
 
In totale, la crescita organica della divisione, che comprende anche Armani e Kiehl's, ha raggiunto l’11,2% nel terzo trimestre, dopo un incremento dell’8,9% nel secondo.
 
Al contrario, la crescita è rimasta modesta (+2,3%) nella divisione grande pubblico (L'Oréal Paris, Garnier Maybelline), prima per giro d’affari, con vendite particolarmente piatte negli Stati Uniti, dove il gruppo ammette di non riuscire a guadagnare quote di mercato.
 
Francia e Brasile mercati difficili
 
“La nostra performance negli Stati Uniti è in linea con il mercato, che è stabile”, ha detto Jean-Paul Agon.
 
La divisione soffre anche in Brasile, dove la crisi pesa, e pure in Francia, dove il mercato resta difficile e dove l’agguerrita concorrenza fra i distributori spinge i prezzi verso il basso.
 
Lo slancio è stato invece mantenuto (+6,2%) nella cosmetica attiva, con marchi come La Roche Posay o SkinCeuticals e grazie all’acquisizione di CeraVe, il cui sviluppo all’estero è in programma per il 2018.
 
“La crescita nel lusso è ancora una volta eccellente e ampiamente superiore alle attese. Anche la cosmetica attiva ha fatto meglio del previsto, ma la divisione grande pubblico delude”, sottolinea Andrew Wood, analista di Bernstein, per il quale il titolo dovrebbe crescere in Borsa venerdì.
 
Dopo un primo semestre inferiore alle attese, Jean-Paul Agon aveva promesso, a fine luglio, un’accelerazione nella seconda parte dell’anno che doveva permettere a L'Oréal di fare meglio del 4% atteso per il mercato mondiale dei cosmetici nel 2017.
 
In totale, le vendite del gruppo sono cresciute del 14,7% in Asia-Pacifico nel terzo trimestre, mentre sono progredite del 7,8% nell’Europa dell'Est e del 2,6% in Europa occidentale. Negli Stati Uniti, la crescita organica è crollata all’1,3%.
 
A 6,09 miliardi di euro (+2,4% a dati pubblicati), il fatturato ha leggermente superato i 6,07 miliardi del consensus Inquiry Financial.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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