Imprenditori tessili si preparano alla crisi

Gli industriali turchi del settore tessile-abbigliamento guardano alla congiuntura interna e soprattutto internazionale con apprensione, ma anche fiducia sulle capacità del sistema di sapersi adeguare alle sfide della globalizzazione.

L'Associazione degli Industriali del settore Abbigliamento (Tgsd), attraverso il Presidente Mehmet Nakkas, segnala che nonostante la crisi mondiale non si sono ancora avvertiti i riflessi sul mercato locale e cioè gli ordini provenienti dall'estero non sono affatto diminuiti, ma anzi, in numerosi casi, le imprese europee stanno spostando la produzione dall'estremo oriente e Cina in particolare, verso la Turchia.

Nakkas ha evidenziato che certamente ci saranno contrazioni nella produzione turca, ma non vi saranno grandi scompensi se il governo supporterà il comparto tessile sia sul versante dell'assicurazione dei crediti all'export attraverso l'Eximbank, che con adeguate politiche di promozione dell'export sui mercati mondiali.

"Le autorità locali debbono comprendere che l'intero comparto del tessile garantisce lavoro ad oltre 2,5 milioni di persone e che non è possibile immaginare una Turchia senza questo settore" ha detto al quotidiano Zaman.

Secondo alcuni addetti ai lavori poi gli effetti della crisi mondiale inizieranno a farsi sentire nei prossimi 2/3 mesi quando si esauriranno gli ordinativi accumulati in una fase congiunturale meno delicata di quella attuale.

La risposta che il comparto deve dare alla crisi è quella di saper rispondere alle esigenze dei mercati mondiali quali velocità nella consegna, preparazione di collezioni sempre più alla moda e brand sempre più noti internazionalmente.

Secondo i dati predisposti dalla Tim (Assemblea degli Esportatori Turchi) nel 2007 le esportazioni del settore abbigliamento sono ammontate a 16 miliardi di dollari (il 14,3% in più rispetto al 2006, mentre nei primi otto mesi dell'anno in corso sono ammontate a 13,6 miliardi di dollari (+3,3% rispetto al 2007.

Un'ultima annotazione perviene dal presidente dell'Associazione della Ricerca in campo Tessile Tarakcioglu. il quale "suggerisce" alle imprese turche di lasciare il settore dei filati a paesi quali la Cina,l'India ed il Pakistan per concentrarsi esclusivamente su prodotti tessili (anche filati) a maggior valore aggiunto.

Fonte: APCOM

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