Imperial lancia la linea per bambina firmata Dixie

Il gruppo bolognese di fast fashion Imperial, cui fanno capo i marchi Imperial Fashion, Please e Dixie, ha lanciato in occasione di Pitti Bimbo 86 la nuova linea per bambina firmata Dixie, che consentirà all’azienda bolognese di ampliare la propria quota di mercato nel comparto kidswear, attraverso un prodotto dedicato ad un target dai 4 ai 16 anni.

Alcuni capi in esposizione firmati Dixie - FashionNetwork.com - Gianluca Bolelli

“L’idea nasce, oltre che per ragioni di mercato, anche per dare una continuità generazionale alle clienti Dixie: l’obiettivo è quello di fidelizzare la clientela storica che passerà dall’acquisto del capo per sé, all’acquisto per vestire la figlia”, ha spiegato a FashionNetwork.com Gianni Guastella, designer di Dixie, incontrato al salone fiorentino in corso in Fortezza da Basso, dal 18 al 20 gennaio.

Il nuovo progetto, in questa prima fase indirizzato prevalentemente al mercato domestico, punta ad un turnover di 2 milioni di euro di fatturato per il 2018. “Il kidswear sta diventando una parte sempre più importante del comparto del fashion a livello internazionale. Con Dixie siamo voluti entrare sul mercato con un prodotto che abbinasse comodità ed estetica”, ha commentato Adriano Aere, Fondatore e Presidente di Imperial SpA.
 
La linea verrà distribuita attraverso la rete di vendita di Please, marchio, quest’ultimo, che anche grazie alle partnership con le Galeries Lafayettes sta riportato ottimi risultati soprattutto in Francia. Il progetto Please Kids, lanciato due anni fa a Pitti Bimbo, punta a chiudere il 2018 a 5 milioni di euro di ricavi, di cui il 10% realizzati all’estero.

“Il 2018 sarà un anno di consolidamento della rete di vendita e non abbiamo in programma nuove aperture. D’altro canto, ci stiamo dedicando allo sviluppo del canale digitale, ancora troppo basso dal punto di vista dei ricavi, al momento stabili a 7-8 milioni di euro”, ha concluso Aere.
 
Il gruppo stima di chiudere il 2017 a 215/220 milioni di euro di fatturato, realizzato per il 50% in Italia e 50% all’estero, con in testa il Vecchio Continente e i Paesi dell’Est Europa, tra cui anche la Russia, ed ottime prestazioni di Medio Oriente, Cipro e Cina. Imperial ha chiuso l’esercizio fiscale 2016 con 207 milioni di euro di fatturato consolidato.
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