Il mondo del tessile in lutto: addio a Silvio Albini

E’ del 22 gennaio il triste annuncio della morte dell'imprenditore Silvio Albini che mette in lutto il mondo del tessile di cui egli è stato un indiscusso protagonista. Presidente e Amministratore Delegato dell'omonimo cotonificio, storica azienda bergamasca produttrice di tessuti per camiceria dal 1876 e leader del settore in Europa, è infatti venuto a mancare a 61 anni, a causa di un malore.

Silvio Albini

Dal 1981 a capo dell’azienda di famiglia, giunta con lui alla quinta generazione, Silvio Albini ha dato un forte contributo per l’espansione internazionale del Gruppo, portandolo a chiudere il 2016 con un fatturato di 147,2 milioni di euro, di cui circa il 70% realizzati all’estero, in un’ottantina di Paesi.

Sotto la guida di Silvio, dei fratelli Andrea e Stefano e del cugino Fabio, l’azienda ha iniziato un processo di crescita, industriale e commerciale, basato sull’innovazione, sul valore intrinseco del Made in Italy e sulla stretta collaborazione con le più famose griffe dell’alta moda, passando da 1 a 7 siti produttivi, per un totale di quasi 1400 dipendenti.

L’acquisizione, nel 1992, dei due noti brand inglesi Thomas Mason e David & John Anderson, permisero al Cotonificio di implementare il proprio respiro internazionale e di poter attingere ad un archivio storico composto da oltre 700 volumi di campioni di tessuto. Nel 2000 al portafoglio marchi aziendali (di cui fanno parte, oltre ai due britannici appena citati, anche Albini 1876 e Albini Donna, ndr.), viene aggiunto Albiate 1830, brand oggi legato al mondo del denim e della camicia sportiva.

Ma Silvio Albini non ha avuto un ruolo di spicco solo all’interno della propria azienda. Laureato in Discipline Economiche e Sociali all’Università Bocconi di Milano, è stato dal 1991 al 1994 Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo, dal 1997 Presidente del Consorzio Italiano Produttori Tessuti per Camiceria e ancora, dal 2011 al 2015, Presidente di Milano Unica, la fiera dell’eccellenza tessile italiana, succedendo nell'incarico a Pier Luigi Loro Piana. Era anche membro della Giunta di Sistema Moda Italia (SMI) e del Consiglio di Amministrazione della Confédération Européenne du Lin et du Chanvre (CELC). 

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