Il gruppo H&M mostra un inatteso calo delle vendite nel 4° trimestre

Sebbene il gruppo H&M abbia visto la sua redditività colpita nel 3° trimestre dell’esercizio 2017, malgrado un fatturato progredito del 5%, gli analisti prevedevano per il 4° trimestre un incremento delle vendite del 2%. Ma il gigante svedese dell'abbigliamento è lontano da questa previsione. Il 15 dicembre ha infatti reso noto che la sua attività è calata del 4% nel periodo da settembre a novembre 2017 (-2% in valute locali). Le sue vendite hanno raggiunto i 58,4 miliardi di corone nel periodo, l’equivalente di 6,1 miliardi di euro.

Diminuzione delle vendite del 4% nel 4° trimestre dell'esercizio 2017 per il colosso svedese della fast fashion - H&M

Meno dinamico degli anni scorsi, il gruppo proprietario delle insegne H&M, & Other Stories, COS e Monki, non specifica la situazione del suo utile, e non pubblica i propri risultati a perimetro comparabile, una scelta che applica anche il concorrente spagnolo Inditex (Zara, Bershka, Pull&Bear…). Nel corso di quest’anno, H&M ha inoltre scelto di non comunicare più i propri risultati mensili, portandosi su pubblicazioni trimestrali.
 
Nell’esercizio annuale nel suo complesso, il calo del 4° trimestre non complica eccessivamente l'attività globale, poiché l’azienda scandinava ha visto crescere il fatturato del 4%, a 231,7 miliardi di corone, pari a 22,2 miliardi di euro (+3% in valute locali). "La crescita è stata influenzata dal fatto che le vendite del quarto trimestre sono state nettamente inferiori alle attese della società. Il periodo è stato particolarmente piatto per la rete di negozi fisici di H&M, che è stata penalizzata dalla situazione di un mercato sempre complicato, e da una diminuzione delle presenze complessive, dovuta alla mutazione dei comportamenti d’acquisto nel settore". Il gruppo, che oggi si appoggia a una rete di 4.739 punti vendita in 69 Paesi, ha visto calare nettamente il suo titolo alla Borsa di Stoccolma il 15 dicembre: alle ore 12 perdeva il 15% (a 169,9 corone svedesi).
 
Come conseguenza di questi risultati negativi, il gruppo ha annunciato di voler intensificare il suo programma di trasformazione, che si concentra su di un’accresciuta strategia omnicanale, e che in particolare implica una razionalizzazione. Ciò include "un’intensificazione e un’ottimizzazione della rete di negozi del marchio H&M, che porterà a più chiusure di negozi, e a minori aperture", ha detto Karl-Johan Persson, CEO del gruppo svedese, il quale ha anche ricordato di aver recentemente rinforzato il team gestionale del marchio principale del gruppo. Tuttavia, Persson non ha indicato quanti negozi e di quali città saranno chiusi prossimamente.
 
H&M intende anche capitalizzare sul Web, in particolare rafforzando la sua partnership con Alibaba in Cina: oltre a Monki, che vi è già venduto, H&M e H&M Home saranno proposti sull’e-shop Tmall la prossima primavera.
 
Per uscire progressivamente dalla "H&M dipendenza" e puntare su altri concept di brand, la firma svedese prosegue la diversificazione del proprio portafoglio: ha lanciato la label lifestyle Arket nel 2017, e ha in progetto di far debuttare un nuovo marchio nel 2018, le cui caratteristiche sono ancora mantenute segrete.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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