I Pinco Pallino: il piano di rilancio ha portato a un +12% di fatturato e al break even

Al Pitti Bimbo 86 sono stati presentati i primi frutti del nuovo corso stilistico verso proposte più lifestyle e contemporary de I Pinco Pallino, una sorta di anno zero di rilancio per l’azienda bergamasca famosa in tutto il mondo per la produzione di childrenswear di lusso e da cerimonia, che nel 2013 è diventata di proprietà del fondo cinese di private equity Lunar Capital, con sede a Shanghai.

Suzanne Basini al Pitti Bimbo 86 con la nuova capsule pensata anche per puntare all'Europa - Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com

“Lunar Capital si è rivelato l’investitore ideale per noi, in quanto il fondo, con sede in Cina, ma investitore principale statunitense, non ha mai pensato di snaturare l’identità di I Pinco Pallino”, puntualizza Suzanne Basini, la Presidentessa del Board dell’azienda lombarda. “Abbiamo sempre la stessa sede in Italia, vicino a Bergamo, dove produciamo tutto con tessuti italiani, e anche la fototipia, la modelleria, ecc. sono tutte rimaste interne. Il fondo ha semplicemente investito per avere nel suo portfolio qualità e artiganalità italiane, punto; non vogliono trasportare il marchio in Cina, non gli interessa (anche perché vi siamo molto diffusi, avendo punti vendita all’interno di mall come il “Plaza 66” di Shanghai vicino a grandi marchi del lusso mondiale), e ci lasciano grande libertà per gestire al meglio il brand”.
 
Suzanne Basini è arrivata in azienda a novembre 2016, “e ho avuto letteralmente ‘due minuti’ di tempo per rivoluzionare l’azienda e il suo stile ed ottimizzarne le procedure”, racconta presentando la nuova capsule collection di dailywear Girl 4–16 anni de I Pinco Pallino che è ispirata appunto dal pay off “due minuti per…”, “eppure in un solo anno siamo passati da una perdita di bilancio molto forte a un break even, grazie ad un grande lavoro di squadra. Pur avendo chiuso la licenza di Trussardi con la primavera-estate 2017, abbiamo terminato lo scorso anno con una crescita di fatturato del 12%, per l’80% generato sui mercati esteri, dove siamo molto forti in Medio Oriente, Russia e Cina, primi 3 mercati nell’ordine per noi. Ora puntiamo su questa capsule per tornare in forze in Europa”.

Il figurino di un outfit della capsule - I Pinco Pallino

La capsule si compone di 45 pezzi e rappresenta “un vero dailywear, con prezzi mai visti per I Pinco Pallino, che partono da t-shirt vendute a livello wholesale a 15 euro”, prosegue la Basini. Inoltre presenta 5-6 capi per la mamma che si abbinano a quelli per le bambine e le ragazzine. La società, che possiede 15 negozi monomarca (10 dei quali in Cina e 2 in Italia, a Milano e Roma), ha lavorato anche sui costi, operando un alleggerimento della struttura produttiva che ha interessato globalmente stile, prezzi (abbassati in media del 20%) e vestibilità, senza influire sulla qualità.
 
Nel team gestionale del marchio con sede a Bagnatica (BG) sono arrivati un nuovo Direttore di Produzione (Stefano Pozzi), un nuovo Direttore Commerciale (Igor Pavlinovic) ed è stato rinnovato il team stilistico interno anche con l’inserimento di una ragazza proveniente dalla NABA di Milano e altre stiliste che vantano esperienze, anche nell’adulto, maturate da Dolce & Gabbana, Missoni e Valentino.

Alcuni outfit della capsule "due minuti di..." hanno la loro versione per le mamme - Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com

Suzanne Basini vuole consolidare l’attività nel 2018, e preannuncia il perfezionamento di vari accordi di licenza per la produzione delle linee bambino/a di marchi importanti, per i quali le trattative sono già in fase avanzata. Più avanti nel tempo, I Pinco Pallino penserà ad aprire degli altri monomarca e alcuni corner.

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