G-III Apparel: una crescita sostenuta dall'acquisizione di Donna Karan

Per il secondo trimestre consecutivo, G-III Apparel Group ha reso nota una crescita in doppia cifra. La casa madre di Donna Karan ha visto aumentare del 21,6% le vendite nette del secondo trimestre 2017, a 538 milioni di dollari.

DKNY

Tra questi 538 milioni di vendite nette registrati nel secondo trimestre, 45 milioni sono stati ottenuti grazie ai marchi Donna Karan e DKNY, che G-III ha comprato nel 2016. Questo risultato fa seguito al +16% nelle vendite del primo trimestre 2017 (vendite nette che allora furono di 529 milioni di dollari). Il portafoglio marchi del gruppo comprende anche G. H. Bass, Andrew Marc, Marc New York e Jessica Howard, oltre alle licenze operate per altri marchi come Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Karl Lagerfeld Paris, Kenneth Cole e Ivanka Trump.
 
Di conseguenza, la società ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per l’esercizio fiscale nel suo complesso. G-III spera adesso che i suoi ricavi annuali raggiungano i 2,8 miliardi di dollari, contro i 2,76 miliardi delle stime precedenti, e prevede che le vendite nette del terzo trimestre arrivino a 1,03 miliardi di dollari.
 
Nel 2016, G-III aveva comprato i marchi Donna Karan e DKNY per 650 milioni di dollari dal gruppo LVMH, che li controllava dal 2001. Al momento dell’acquisto, i dirigenti di LVMH descrivevano i due brand, la cui fascia di prezzo è relativamente meno elevata, come una branca di scarsa utilità per il resto del gruppo, che ha deciso di concentrare tutte le sue energie su marchi di lusso come Louis Vuitton o Givenchy.
 
Eppure l’esercizio era iniziato male per G-III, che ha dovuto affrontare una controversia all'inizio di quest’anno, quando si era scoperto che alcuni articoli della gamma di vestiti di Ivanka Trump erano stati tranquillamente venduti sotto un'altra etichetta. La società aveva venduto tali prodotti con il marchio “Adrienne Vittadini Studio” alla catena di grandi magazzini a prezzi scontati Stein Mart, senza che la figlia del presidente statunitense ne fosse informata. In aprile, G-III si era scusato e aveva affermato che le vendite del marchio Ivanka Trump erano buone, nonostante i legami del gruppo con l'amministrazione Trump.
 
Subito dopo i risultati del secondo trimestre, G-III ha annunciato l’intenzione di ridurre i propri costi operativi chiudendo alcuni negozi. In piena evoluzione, G-III prevede costi transitori per circa 8 milioni di dollari derivanti dall’acquisizione di Donna Karan. La società attribuisce anche la perdita netta di 8,6 milioni di dollari del secondo trimestre, molto più elevata degli 1,3 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, alla medesima transazione.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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