Franco Pugi: grandi novità nel retail e prima linea Uomo

Prosegue la crescita del marchio fiorentino di borse riaperto dal suo stilista e fondatore quattro anni fa ed oggi arrivato a distribuirsi in più di 300 punti vendita multimarca nel mondo tra Russia e tutti i mercati principali dell'Asia e negli Stati Uniti. “Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre dovremmo definire l’apertura di un monomarca a San Pietroburgo nella galleria del Museo dell’Ermitage”, rivela a FashionNetwork.com lo stesso Franco Pugi. “Inoltre siamo stati avvicinati da un importante gruppo del tessile-abbigliamento per l’apertura di una serie di negozi in franchising con il nostro marchio in tante città d’Italia. Se andrà tutto bene il progetto dei nostri primi store italiani partirà nel 2018 con location come Roma, Firenze o Milano, per esempio, ma il numero esatto non è ancora definito”.

Borse di Franco Pugi esposte all'ultimo Mipel - Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com

“Del resto, quando avevamo smesso l’attività nel 1992 avevamo già prodotto alcuni articoli di abbigliamento in seta e accessori come i foulard”, aggiunge Franco Pugi. “Quindi ora punteremo anche ad ampliare le gamme con calzature, foulard e altri accessori, che faremo realizzare da produttori fidati”.
 
Oltre alla prima linea di pelletteria a marchio Franco Pugi, il brand toscano ha creato la seconda linea più accessibile in ecopelle, Miss Frugi, “nata in sordina pensando ad una vendita in particolare in Italia e invece di grande successo in tutti i mercati in cui siamo presenti”, ricorda Pugi. “L’abbiamo ampliata con una linea beige che affianca quella rossa, ma la estenderemo ulteriormente. In più, abbiamo creato la prima vera linea di borse da uomo dopo il flash di febbraio, molto orientata sul viaggio e il lavoro e anch’essa fatta di proposte al 100% prodotte a Firenze con pelle italiana o con materiali stampati”.

Franco Pugi, la linea Miss Frugi all'ultimo Mipel - Gianluca Bolelli - FashionNetwork.com

Con Cina e Russia come primi due mercati (avendo Pugi “riallacciato rapporti essenziali con distributori specialmente dell'Estremo Oriente - Giappone, Singapore, Corea del Sud e Hong Kong, quest'ultima testa di ponte dalla quale poi esportiamo in Cina”, ci disse a febbraio l’imprenditore), il marchio italiano pensa ad espandersi o rafforzarsi in un prossimo futuro anche in altre nazioni dell’Est Europa, in Emirati Arabi, Indonesia e, ancora più avanti, negli Stati Uniti.

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