Fast Retailing: obiettivi annuali in rialzo grazie alle performance del primo semestre

Il primo semestre di Fast Retailing ha confermato il trend molto positivo del primo trimestre: nella prima metà dell’esercizio fiscale, infatti, il gruppo giapponese ha registrato un incremento del 16,6% del suo giro d’affari globale, attestatosi a 1.186 miliardi di yen (8,97 miliardi di euro) e un balzo del risultato operativo del 30,5%, a 170,4 miliardi di yen (1,29 miliardi di euro). All’interno del suo portfolio, che comprende Uniqlo, Comptoir des Cotonniers, Princesse tam.tam, GU J Brand, Theory, è sempre Uniqlo a trainare la crescita, seguito dalla catena asiatica GU, nella quale il gruppo ripone grandi speranze.

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Uniqlo rappresenta quattro quinti del fatturato del gruppo. Il business in Giappone ha generato un giro d’affari di 3,7 miliardi di euro nel primo semestre, chiuso il 28 febbraio, con una crescita dell’8,5%, sostenuta soprattutto dal Web, in aumento del 30% e arrivato a pesare per il 7,5% sul totale nazionale. Ma è sul fronte internazionale che il brand ha registrato le performance migliori, confermando il fatto che le vendite fuori dal Giappone soppiantano ormai quelle domestiche. Con un incremento del 29,2%, il fatturato internazionale ha raggiunto il livello record di 3,83 miliardi di euro, mentre il risultato operativo ha fatto un balzo in avanti del 65,6%, raggiungendo i 610 milioni di euro.
 
I progressi più significativi sono stati registrati in Asia: la Grande Cina, il sud est asiatico e la Corea del Sud saranno le principali leve di crescita per Uniqlo, secondo il gruppo. Negli Stati Uniti, la società è riuscita a ridurre le perdite. Nel primo semestre anche l’Europa è stata terreno fertile per il marchio, con un incremento di fatturato non quantificato dal gruppo, ma sostenuto principalmente da tre mercati: Russia, Francia e Regno Unito.
 
La seconda catena di Fast Retailing, GU, prosegue nella sua ascesa, rappresentando ormai un’entità a sé nei risultati del gruppo e non più all’interno della categoria “altri marchi”. Operativa solo in Asia, l’insegna ha registrato un aumento del fatturato dell’8,3% nel primo semestre, arrivato a 800 milioni di euro, con un risultato operativo di 69 milioni di euro (+23,3%).
 
Infine, l’ultimo segmento che riunisce i brand Theory, J Brand, ma anche i francesi Comptoir des Cotonniers e Princesse tam.tam è in una situazione equilibrata, con un fatturato globale aumentato dell’11,4% a 593 milioni di euro; non si conoscono però i dettagli delle performance, a parte il fatto che Theory ha registrato una crescita.
 
Al contrario, il gruppo si è espresso sull’impatto di questa divisione sugli utili: il risultato operativo è negativo, stimato a -42 milioni di euro. Il gruppo ha dovuto in particolare rivalutare il valore di Comptoir des Cotonniers, un deprezzamento che pesa per 58 milioni di euro. Princesse tam.tam, inoltre, non è riuscito a ridurre le perdite nel corso del semestre.
 
Malgrado questi inconvenienti, grazie alle performance di Uniqlo, Fast Retailing ha alzato le sue previsioni annuali, stimando che il fatturato potrebbe arrivare a 16 miliardi di euro, in aumento del 13,3% (anziché del 10% annunciato nel primo semestre), e che anche il risultato operativo dovrebbe crescere più del previsto (+27,5%), a 1,7 miliardi di euro. In base a queste nuove previsioni, l’utile netto potrebbe attestarsi a 130 miliardi di yen (984 milioni di euro) e non più a 120. Una bellissima prestazione per il gruppo, che conta 3.455 negozi nel mondo. 

Versione italiana di Laura Galbiati

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