Fast Retailing: l’utile netto nei 9 mesi supera le previsioni

Il gruppo giapponese di abbigliamento Fast Retailing, conosciuto soprattutto per il marchio Uniqlo, ha annunciato di aver ottenuto un incremento dell’utile netto del 70% nei primi 9 mesi d’esercizio, con un totale che ha superato la sua previsione annuale, che ha comunque mantenuto.

Uniqlo

Al termine del periodo da settembre a maggio scorso, la casa madre di Uniqlo ha ottenuto un guadagno netto di 120,11 miliardi di yen (quasi un miliardo di euro al cambio attuale), contro i 71 miliardi di un anno prima.
 
Prudente, il rivale di Zara e H&M finora non ha alzato le sue previsioni annuali, le quali rimangono sui 100 miliardi di yen, che già rappresenterebbero un raddoppio della cifra registrata un anno prima.
 
Il risultato operativo dei primi tre trimestri è invece cresciuto del 24%, a 180,62 miliardi di yen, su un fatturato aumentato del 3% in un anno, a 1.477,96 miliardi di yen.
 
Il marchio Uniqlo, le cui vendite non erano state eccezionali all’inizio dell’esercizio, ha approfittato dell’entusiasmo suscitato successivamente dalle sue linee di vestiti “HeatTech” in tessuto “tecnico” che trattiene il calore corporeo. Poi si sono venduti molto bene l'intimo senza cuciture visibili e altri nuovi prodotti esclusivi, anche grazie alle promozioni applicate in momenti-chiave, come prima della festa della mamma, ha spiegato Fast Retailing in un comunicato.
 
Le vendite dei circa 800 negozi Uniqlo nell'arcipelago (compresi quelli in franchising) sono aumentate dell’1,2% in un anno, a 653,4 miliardi di yen. Tuttavia, il loro utile operativo è risultato in lieve calo dello 0,6%, a 92,6 miliardi, a causa dell’aumento del costo delle materie prime fatturate in valuta estera, mentre il valore dello yen è sceso.
 
Al di fuori del Giappone, le vendite di Uniqlo sono cresciute del 5,4%, a 561,5 miliardi di yen, e l’utile operativo di gestione corrispondente è cresciuto del 61%, a 68,1 miliardi.
 
Uniqlo poteva contare a fine febbraio su 1.071 punti vendita all’estero, vale a dire 143 in più di un anno prima.
 
Il marchio rimane in deficit negli Stati Uniti, ma la sua perdita è diminuita, e se i profitti sono un po’ calati in Europa è per colpa delle spese legate all'apertura di 10 nuovi negozi nel Vecchio Continente, afferma il gruppo.
 
I suoi altri brand (Comptoir des Cotonniers, Theory, Princesse tam tam, g.u., PLST, ecc.) hanno registrato una crescita complessiva delle vendite del 2,6%, ma il loro utile operativo è diminuito del 17%.
 
Per la totalità dell’anno, Fast Retailing ha mantenuto intatte le previsioni iniziali, puntando sempre ad ottenere un fatturato di 1.850 miliardi di yen (+3,6%) e un utile operativo di 175 miliardi (+37,5%).

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: AFP

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