Fashion Week: Parigi vuole brillare con una settimana ricca di novità

Dopo New York, Londra e Milano, Parigi prende il testimone lunedì sera chiudendo la maratona delle collezioni di prêt-à-porter Donna per la Primavera-Estate 2018. Una Settimana della Moda molto attesa, che appare molto eccitante, con almeno 5 nomi nuovi, vari grandi ritorni e una serie di nuove direzioni artistiche con show che saranno seguiti da molto, ma molto vicino.

L'ultima sfilata di Lacoste a New York in febbraio - © PixelFormula

Circa 5.000 visitatori vi sono attesi, con 83 sfilate iscritte nel programma ufficiale, lo stesso numero dello scorso marzo, con un equilibrio mantenuto fra “arrivederci” e nuovi arrivi. Di conseguenza, la Settimana della Moda di Parigi si è mantenuta, come la scorsa stagione, su 8 giorni pieni, da martedì 26 settembre a martedì 3 ottobre, ai quali si aggiunge eccezionalmente la sera di lunedì 25 settembre, con in apertura lo show di Jacquemus, che si terrà al Museo Picasso, insieme a una grande festa.
 
La Settimana inizia subito al top, perché martedì 26 si è posizionato per la prima volta Dior, all’inizio del pomeriggio, prima di Saint Laurent, programmato la sera.
 
Chanel, Balmain, Hermès, Balenciaga, Louis Vuitton... Tutti presenti, gli altri tenori della moda parigina si susseguiranno nei giorni seguenti. Tra essi, l’attesissimo show di Givenchy, che aveva passato il turno a marzo a seguito della partenza del suo direttore artistico Riccardo Tisci, dove domenica 1 ottobre sarà svelata la primissima collezione di Clare Waight Keller. La designer britannica era ancora da Chloé fino all’inverno scorso, marchio che ha guidato per 6 anni cedendo poi il posto a Natasha Ramsay-Levi.
 
Quest’ultima, che è stata direttrice creativa del prêt-à-porter Donna di Louis Vuitton dal 2013 al 2017 sotto la direzione di Nicolas Ghesquière, con il quale ha anche collaborato per 11 anni da Balenciaga, è annunciata come la vera rivelazione di questa Fashion Week. Per l’occasione, Chloé ha organizzato due sfilate. Verdetto il 28 settembre.
 
Tra i marchi anch’essi di ritorno sulle passerelle parigine di questa tornata: Emanuel Ungaro, che presenterà il lavoro del suo nuovo direttore artistico Marco Colagrossi venerdì 29, e Carven, che farà lo stesso il giorno prima con Serge Ruffieux. Da notare anche il ritorno di Yang Li.
 
Infine, vengono annunciati altri due punti salienti della PFW, che suscitano molta curiosità. Si tratta, ancora una volta, di debutti, quelli di due creatori arrivati di recente alla testa di altrettante grandi maison: Olivier Lapidus, che succede a Bouchra Jarrar, passata come una meteora (due stagioni) da Lanvin, e Richard René, che prende il testimone da Guy Laroche, firma guidata stilisticamente in questi ultimi tre anni da Adam Andrascik. Due appuntamenti da non mancare il 27 settembre.

L'ultimo show di Chloé in marzo firmato da Clare Waight Keller, che in questa stagione è passata a Givenchy - © PixelFormula

Lo stesso giorno alle ore 10, Lacoste farà ritorno nella capitale francese dopo aver sfilato per 13 anni a New York. Il marchio del Coccodrillo lancerà in quest’occasione i festeggiamenti per il suo 85° anniversario.
 
Provengono da New York anche altri due nomi nuovi che entrano nel calendario parigino: Lo stilista francese Joseph Altuzarra, espatriato negli Stati Uniti, dove ha studiato e lanciato poi il marchio Altuzarra nel 2008, e Thom Browne, anche lui alla prima sfilata femminile a Parigi, dopo aver fatto una prima volta questo spostamento per la Fashion Week maschile lo scorso giugno.
 
Al loro fianco, due nuove label muoveranno i primi passi nel prestigioso calendario della Ville Lumière: Victoria/Tomas e Wendy Jim. Il marchio Victoria/Tomas è stato fondato nel 2012 da Victoria Feldman e Tomas Berzins, che si sono fatti notare soprattutto al Festival di Hyères nel 2013. Appassionato di lavori in pelle, il duo, selezionato allo showroom di Designers Apartment, ha ampliato la sua offerta con brio nelle ultime stagioni.
 
Anche la casa di moda austriaca Wendy Jim è stata lanciata da una coppia, Hermann Fankhauser e Helga Ruthner, che già presentavano le loro collezioni a Parigi. Infine, sono annunciate 27 presentazioni dalla Fédération de la Haute Couture et de la Mode, tra le quali quelle di tre marchi che la scorsa stagione sfilavano: Ellery, Maison Rabih Kayrouz e Nehera, che ha appena cambiato direzione artistica.
 
Altri sei marchi scompaiono dal programma delle sfilate per altri motivi. Courrèges sta fermo un turno a seguito della partenza del suo duo creativo, Sébastien Meyer e Arnaud Vaillant. Véronique Branquinho ha chiuso il suo brand. Wanda Nylon studia altri format.
 
Paule Ka non sfila in questa stagione perché ha appena cambiato proprietario. La direttrice artistica del brand, Alithia Spuri-Zampetti, ha lasciato l’incarico, e così è tornato ai comandi Serge Cajfinger, che ha fondato la firma parigina nel 1987.

Un modello per l'autunno-inverno 2016/17 firmato Victoria/Tomas - DR

Non figurano più nel calendario nemmeno A.P.C., che lo scorso marzo aveva organizzato uno show-evento eccezionale per festeggiare il suo 30° anniversario, e Barbara Bui.
 
Molteplici show e presentazioni sono inoltre organizzati fuori calendario, mentre numerose feste ed eventi paralleli animeranno collateralmente la Fashion Week di Parigi. Dal défilé aperto al pubblico organizzato il 1° ottobre sugli Champs-Elysées da L’Oréal Paris, partner ufficiale della Fashion Week, all’inaugurazione del Museo Yves Saint Laurent, altro momento clou della Settimana.
 
Senza dimenticare le iniziative dedicate ai giovani stilisti internazionali, come gli 11 talenti scelti dall’Oxford Fashion Studio, che sfileranno il 28 settembre, e anche il progetto "Americans in Paris" sostenuto dal CFDA/Vogue Fashion Fund, i designer selezionati dall’Australian Fashion Chamber, gli 11 marchi presentati dal Berlin Showroom, il Fashion Forward Dubai (FFWD), lo Swedish Fashion Now all’istituto svedese, e ancora il K-Fashion Project con dei giovani stilisti coreani, sostenuto fra gli altri dal salone Tranoï.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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