È morto lo stilista Hervé L. Leroux, meglio noto come Hervé Léger

Hervé Peugnet, meglio noto con il nome di Hervé Léger Leroux, è deceduto il 4 ottobre scorso a Parigi all’età di 60 anni, si è appreso da un comunicato stampa. La sua morte si è verificata a seguito di un aneurisma, secondo il suo entourage. Lo stilista francese, noto per i suoi famosi abiti da sirena a righe, indossati da Karen Mulder, Naomi Campbell e altre star hollywoodiane, aveva deciso lo scorso maggio di mettere in pausa l’attività del suo ultimo marchio, Hervé L. Leroux.

Hervé Peugnet alias Hervé Léger - AFP

“Dopo questa bella avventura di 17 anni, ho bisogno di riflettere e di dare al mio stile un nuovo slancio. Sento il bisogno di sviluppare la mia creatività verso nuove direzioni collaborando con altri attori del settore del lusso e di reinventare un nuovo progetto per il mio brand”, aveva dichiarato in un comunicato in quell’occasione.
 
Autodidatta, lo stilista ha cominciato come parrucchiere, poi ha cominciato a disegnare cappelli, fino all’incontro determinante con Karl Lagerfeld, di cui diventa assistente da Fendi e Chanel. Nel 1985, il creatore, che è stato anche stilista per Lanvin, si è lanciato da solo, creando il proprio marchio di prêt-à-porter femminile Hervé Léger, arrivato molto presto al successo. La sua crescita aveva interessato in particolare il gruppo canadese Seagram, con il quale si è associato. Grazie a questo investitore, la sua griffe aveva ottenuto una rapida crescita, arrivando ad impiegare più di 60 persone e guadagnandosi una visibilità mondiale.
 
Ma la bella storia termina bruscamente nel 1998, quando Seagram cede la griffe Hervé Léger a BCBG Max Azria. Un anno più tardi, il designer si ritrova licenziato e privato dell’utilizzo del suo nome. Lungi dall’abbattersi, Léger crea nel 2000 una nuova casa di moda, stavolta chiamata Hervé L. Leroux, e apre una boutique a Parigi in rue Jacob, 32.
 
Ripartito con pochi dipendenti, in questa seconda avventura Hervé Peugnet si era dedicato principalmente a un lavoro di sartoria e di stampaggi, stavolta concentrandosi sui drappeggi. La linea di prêt-à-porter, che era distribuita da parecchi rivenditori, era invece stata abbandonata, penalizzata dall’11 settembre del 2001 e dalla crisi del 2008, confidava lo stesso designer all’agenzia AFP qualche anno fa.
 
Nel 2013, lo stilista era tornato alla ribalta in particolare col ritorno nel calendario parigino ufficiale delle sfilate di Haute Couture e prendendo una vetrina da Colette.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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