Dior nomina il suo primo direttore dello sviluppo digitale

Christian Dior Couture ha nominato Jens Riewenherm alla direzione del settore digitale (Chief Digital Officer), un incarico di nuova creazione, ultimo cambiamento in ordine di tempo nel team gestionale della firma francese.

Jens Riewenherm - Photo: LinkedIn

"Sono lieto di dare il benvenuto a Jens Riewenherm. Sono convinto che il suo talento e la sua esperienza rafforzeranno la strategia digitale e la crescita dell'ambiente omni-channel di Dior. Si tratta di una dinamica vitale per scrivere il futuro della maison, in modo che la fluidità dell'esperienza online si allinei con quella dei negozi fisici", precisa Pietro Beccari, PDG di Christian Dior Couture.
 
Questa nomina è l’ultimo esempio della strategia radicale del nuovo massimo dirigente italiano del marchio francese, approdato in Dior lo scorso gennaio dopo aver lasciato Fendi, un’altra casa di moda del gruppo LVMH. Il mese scorso, Pietro Beccari ha sostituito il direttore artistico di Dior Homme, Kris Van Assche, che era attivo in questo incarico da 11 anni, con Kim Jones, che occupava una posizione equivalente da Louis Vuitton.
  
La nomina di Jens Riewenherm è diventata effettiva questa settimana. ll professionista arriva da Dior dopo una pausa di sei mesi, a seguito del suo addio a Mytheresa.com lo scorso ottobre (è rimasto lì per sei anni come direttore generale).
 
Laureato in economia all'Università di Münster, il dirigente tedesco ha iniziato la propria carriera a Monaco di Baviera da Payback, una piattaforma multicanale che ha finito per gestire. Nel 2007, è diventato direttore marketing della catena di outlet Value Retail, prima di approdare da Mytheresa.com nel 2012.
 
In un comunicato, Dior precisa: "Con la sua vasta esperienza nel campo dell’e-commerce e dell’esperienza cliente, Jens Riewenherm consentirà alla maison di accelerare il suo sviluppo digitale omni-channel".

Ma la sua nomina suona anche come un’implicita ammissione del fatto che il veneratissimo marchio transalpino ha finora deluso nell'arena digitale rispetto agli altri grandi marchi del lusso. Le griffe di primo piano non pubblicano le loro entrate online nei propri rapporti annuali, per cui è difficile stabilire dei raffronti finanziari. Attualmente, Dior distribuisce la quasi totalità delle proprie linee di prêt-à-porter e accessori sul suo e-shop.
 
Inoltre, sui social network Dior è in ritardo rispetto al suo principale rivale parigino, Chanel, soprattutto su Facebook: mentre la pagina di Dior è seguita da 16,5 milioni di abbonati, Chanel ne conta 21 milioni, Burberry 17,3 milioni, Gucci 17 milioni; in compenso, Ralph Lauren si colloca sotto al marchio francese con 8,9 milioni, Yves Saint Laurent è a 2,9 milioni e Fendi solamente a 2,6 milioni. 
 
Su Instagram, l'ordine è più o meno lo stesso: 27,1 milioni di abbonati per Chanel, 22,8 milioni per Gucci, 18,9 milioni per Dior, 11,2 milioni per Burberry, 8,9 milioni per Fendi, 7,8 milioni per Ralph Lauren et 3,9 milioni per Yves Saint Laurent.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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