Dior, Chanel e Hermès dicono no al "vedi e compra"

I grandi nomi dell'alta moda francese, come Dior, Chanel o Saint Laurent, hanno detto “no” a un'eventuale modifica del calendario delle sfilate parigine, in un'epoca in cui alcuni marchi vogliono eliminare i divari di tempo esistenti fra la presentazione e la messa in vendita delle loro collezioni.

Chanel - primavera-estate 2016 - Alta Moda - Parigi - © PixelFormula

Il comitato esecutivo della federazione francese della moda, che riunisce i responsabili di Dior, Chanel, Hermès e Kering (il gruppo proprietario di Gucci, Balenciaga e Saint Laurent), ha fatto sapere mercoledì scorso che intende conservare l'attuale organizzazione delle presentazioni delle collezioni.

"Invertire il ciclo, cioè cominciare con una presentazione commerciale, ucciderebbe la creatività", ha dichiarato al quotidiano “Le Figaro” il presidente della federazione professionale Ralph Toledano.

La sua posizione è condivisa da François-Henri Pinault, PDG di Kering, che recentemente ha dichiarato alla stampa che il défilé è parte integrante del processo creativo e che l'attesa che genera è costitutiva della "creazione del desiderio nel mondo del lusso".

Il marchio britannico Burberry, seguito da Tom Ford, ha fatto scalpore nel pianeta moda annunciando all'inizio di febbraio che avrebbe fatto coincidere le proprie sfilate sulle passerelle con la disponibilità dei suoi prodotti nei negozi, secondo il principio del “see now-buy now” (o “vedi ora e compri subito”, ndr.).

“Burberry fa ciò che gli conviene. Noi, faremo ciò che è giusto per i nostri marchi”, ha aggiunto il PDG del gruppo Kering (ex PPR). Burberry rinuncerà quindi al tradizionale calendario della moda, dove le collezioni sono presentate circa sei mesi prima dell'essere messe in vendita nei negozi, sulla base del fatto che le reti sociali hanno cambiato le abitudini, rendendo questo divario temporale obsoleto.

Questa decisione arriva dopo che anche negli Stati Uniti la federazione locale degli stilisti (CFDA) si è interrogata sulla nécessità di ripensare il calendario delle collezioni, in un momento storico in cui le sfilate sono ormai viste e commentate su tutto il pianeta attraverso i social network.

Agli occhi delle case francesi di lusso, questo approccio, mettendosi troppo dalla parte delle richieste dei consumatori, finisce per andare contro la creazione, senza parlare degli ostacoli che pone in materia di differimenti o ritardi di produzione e alla catena logistica (supply chain).

La Federazione francese della moda ha affermato di aver condotto un sondaggio fra i suoi membri il quale ha rivelato “che nessun cliente si è mai lamentato di non aver potuto acquistare in negozio un prodotto visto su Internet”.

Mentre alcuni valutano che ridisegnare in questo modo il sistema permetterebbe di interrompere sul nascere le copiature delle insegne della cosiddetta “fast fashion”, come Zara o H&M, Ralph Toledano assicura invece che la disponibilità immediata dei prodotti non impedirà assolutamente questo fenomeno. “Il rimedio alla contraffazione è uno solo: fare dei prodotti più difficili da imitare, creare un design che dia valore aggiunto”, dice.

Versione italiana di Gianluca Bolelli; fonte: Reuters

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