Deloitte: l’orologeria svizzera torna a crescere e punta sul digitale

Dopo 20 mesi consecutivi di risultati negativi, l’industria dell’orologeria svizzera è tornata a crescere nel secondo semestre del 2017, secondo quanto riportato dallo “Swiss Watch Industry Study 2017” di Deloitte. Da aprile a giugno 2017, infatti, l’export è cresciuto del 3% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo i 5 miliardi di franchi svizzeri (4,3 miliardi di euro). La crescita deriva soprattutto da una ripresa degli orologi meccanici (+1,9% in volume), mentre gli orologi al quarzo continuano il trend negativo (-5,7%).


Fiduciosi gli operatori del settore: il 52% degli intervistati è infatti ottimista per i prossimi 12 mesi, contro solo il 2% del 2016. Per il 71% degli intervistati ritiene inoltre che la Cina, che ha guidato la ripresa dell’export e cresce a doppia cifra dall’ultimo trimestre 2016, continuerà a crescere anche nei prossimi mesi. Buone aspettative anche per Hong Kong ed Europa, mentre gli Stati Uniti, che hanno registrato 9 trimestri consecutivi in negativo, rimangono incerti anche se negli ultimi mesi ci sono stati segnali di recupero.

Per quanto riguarda le strategie future, il 64% dei manager intervistati ritiene una forte priorità l’inserimento di nuovi prodotti nell’arco dei prossimi 12 mesi; il 42% ritiene che la categoria con più potenzialità è quella degli orologi classici, più che quelli sportivi o gli orologi/gioiello.

Anche il digitale diventa un ambito su cui puntare: nonostante la maggioranza dei clienti preferisca ancora acquistare in negozio, il 60% usa il web per informarsi prima dell’acquisto. Per questo motivo, solo il 36% degli intervistati ha affermato di voler investire su store monobrand fisici (contro il 63% di tre anni fa) e solo il 24% considera i distributori autorizzati il principale canale di vendita (contro l’83% del 2014), mentre ben il 67% ha in programma di investire sulle e-boutique.

Dal report emerge inoltre come a guidare le vendite saranno anche per i prossimi mesi gli orologi meccanici del segmento più alto, con un 66% del totale dell’export di orologi svizzeri. Per quanto riguarda i competitor, gli smartwatch non sono percepiti come una minaccia: il 72% dei dirigenti intervistati prevede che non rappresenteranno un problema per le loro vendite, anzi il 14% li vede come un’opportunità.

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