Decathlon: Matthieu Leclercq lascia la Presidenza

L’insegna francese Decathlon, che l’anno scorso ha messo a segno vendite record, attraversa oggi una fase di turbolenza. Come hanno annunciano i siti Sport Guide e Challenges, quest’ultimo parlando di una “crisi aperta” tenuta segreta finora, il Presidente del Consiglio di Amministrazione di Decathlon, Matthieu Leclercq, figlio del fondatore dell’azienda, ha deciso di lasciare il suo ruolo. Notizia confermata il 3 luglio a FashionNetwork.com dalla direzione Decathlon, che non ha fornito ulteriori precisazioni.

Uno store Decathlon. - Decathlon

Matthieu Leclercq avrebbe annunciato il suo intento di non portare a termine un altro mandato in una lettera indirizzata al top management della società fondata nel 1978, lasciando poi l’azienda la scorsa settimana. “Negli ultimi 18 mesi, non ho avuto la libertà di scegliere i miei consiglieri e a causa delle performance negative di inizio d’anno, il rapporto con i rappresentati dei nostri azionisti non è migliorato”, avrebbe scritto nella lettera, secondo quanto riportato da Challenges.
 
Leclercq, 49 anni, che deteneva la Presidenza di Decathlon dal 2012, avrebbe quindi fatto riferimento a delle difficoltà incontrate a inizio anno dal distributore appartenente alla famiglia Mulliez, che tuttavia ha messo a segno una crescita di fatturato dell’11% nel 2017, raggiungendo gli 11 miliardi di euro. Secondo il settimanale francese, tali risultati positivi dipenderebbero soprattutto dai numeri del mercato francese e dal rapporto di forza tra la progressione dei brand di proprietà a detrimento dei grandi marchi dello sport (Adidas, Nike, ecc…). Decathlon ha infatti progressivamente costruito il suo successo su prodotti propri, che gli consentono di applicare prezzi più bassi, e prosegue oggi la segmentazione dei suoi marchi per rispondere in modo più preciso alle richieste dei clienti.
 
D’altro canto, è di certo l’espansione della catena all’estero a sostenerne la crescita: l’export è infatti cresciuto del 13,4% lo scorso anno, a 7,6 miliardi di euro. A perimetro comparabile, la progressione dell’insegna, che conta 1.352 punti vendita in 39 Paesi, è stata del 4% a livello internazionale, contro l’1% in Francia. E su 185 negozi inaugurati nel 2017, 176 sono stati aperti all’estero.

Versione italiana di Laura Galbiati

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