Cresce l'export Made in Italy verso il Regno Unito, moda a 2,5 miliardi

Cresce, a dispetto delle incertezze di una Brexit ancora di là da realizzarsi dal punto di vista concreto, l'interscambio fra Italia e Regno Unito secondo i dati annuali del 2017 diffusi dal ministero britannico del Commercio Internazionale ed elaborati dall'ICE.

Guarda la sfilata
Giorgio Armani - Autunno-Inverno 2018 - Womenswear - Milano - © PixelFormula

Lo riporta una nota diffusa del responsabile ICE a Londra, Roberto Luongo. Il totale viene fissato a 28,3 miliardi di sterline (attorno a 32 miliardi di euro) con un incremento del 5,1% rispetto al 2016. La cifra è frutto di 18,3 miliardi di sterline (oltre 20,5 mld di euro) di esportazioni italiane verso l'Isola (+6,1%) e 10 miliardi (circa 11,2 mld di euro) di importazioni dalla Gran Bretagna verso la penisola (+3,3%). Il saldo attivo pende dunque nettamente a favore della bilancia italiana per 8,3 miliardi di sterline, poco meno di 9,5 miliardi di euro al cambio attuale.

La quota di mercato tricolore sull'ammontare complessivo del commercio estero britannico è invece pari al 3,4% e colloca l'Italia come ottavo partner del Regno dopo (dal settimo al primo posto) Irlanda, Belgio, Francia, Cina, Olanda, Usa e Germana: con i tedeschi che per la prima volta hanno sfondato quota 100 miliardi.

Per il solo export l'Italia sale invece al settimo posto (prima è sempre la Germania, che da sola esporta oltre Manica per un ammontare di 66 miliardi di sterline). Tra le voci più rilevanti delle forniture Made in Italy nel Regno al primo posto non ci sono agroalimentari, vino e bevande (secondi con 2,6 miliardi di valore), bensì la meccanica, con 3,8 miliardi. Seguono dal terzo posto i veicoli (2,2 miliardi di sterline), moda e accessori (stessa quota), i prodotti farmaceutici (1,2 miliardi), arredamento ed edilizia e quindi i prodotti chimici.

Copyright © 2018 ANSA. All rights reserved.

Moda - Prêt à porter Moda - AltroLusso - AltroIndustry