Confindustria vola nel Sud-Est asiatico per consolidare la partnership con il Vietnam

Dopo le missioni del 2008 (4-7 novembre) e del 2014 (23-26 novembre), Confindustria torna in Vietnam per la terza volta per rafforzare i rapporti commerciali con uno dei Paesi più dinamici del Sud-Est asiatico e tra i partner prioritari dell'Italia in quell'area. Dal 27 al 29 novembre si svolgerà la missione imprenditoriale promossa dai ministeri dello Sviluppo economico e degli Esteri. Organizzata da Confindustria, Agenzia ICE, Abi, Unioncamere e conferenza delle Regioni: una tre giorni di workshop e incontri B2B con tappa ad Hanoi e Ho Chi Minh City.

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"Torniamo in Vietnam per la terza volta”, ha detto Licia Mattioli, vicepresidente per l'internazionalizzazione di Confindustria, “con una missione di sistema perché vogliamo continuare a supportare le nostre imprese ad approfondire le opportunità di questo mercato e a consolidare le partnership già in essere.
Nuove collaborazioni con partner stranieri sono necessarie in ogni settore, soprattutto nei comparti industriali a più alto contenuto di conoscenza e tecnologie. L`Italia in questo campo può svolgere un ruolo di primo piano per favorire il processo di industrializzazione e crescita del Vietnam".

Dal 2009 i rapporti politici bilaterali tra Italia e Vietnam si sono intensificati con continue e reciproche visite di Stato. Sono circa 50 le aziende italiane presenti nel Paese asiatico, che operano soprattutto nei trasporti, automazione e alimentare (33 sotto forma di Ide/JV e 18 quali uffici di rappresentanza). Tra le principali imprese presenti in Vietnam si segnalano Piaggio, Mapei, Cir, Telecom, Fiat/Iveco, Ariston Thermo Group, ed Eni. Recentemente, si sono aggiunte Carvico (tessile), Medlac (consorzio farmaceutico), Curvatura Friulana (legno) e GTLine (componentistica).

Nel Nord i principali investimenti produttivi sono quelli di Piaggio Vietnam, Ariston Thermo, Carvico e Medlac. Nel Centro-Sud del Paese sono localizzati gli stabilimenti produttivi di Bonfiglioli, Datalogic, Perfetti Van Melle, Pacorini (stoccaggio caffè), Mapei e gli uffici di Danieli e Tenova. Altrettanto importante la presenza degli uffici di rappresentanza di Eni, Assicurazioni Generali, Unicredit e Intesa Sanpaolo nei settori assicurativo e di sostegno all'esportazione, oltre che di Cae, operatore del monitoraggio ambientale.

Le maggiori aziende presenti hanno tutte incrementato in modo significativo il proprio investimento iniziale, confermando e rilanciando così la scelta di puntare sul Vietnam, sulle sue prospettive e sulle sue credenziali di piattaforma produttiva e hub regionale. I punti di forza del Paese asiatico per le aziende italiane sono rappresentati da un sistema industriale fondato sulle PMI (96%), determinate ad acquisire prodotti, macchinari, tecnologie e modelli di sviluppo qualificati; politica attrattiva in tema d'investimenti esteri; ambiziosi obiettivi e piani di sviluppo in più settori (infrastrutture, energia, meccanizzazione agricola, biomedicale, turismo); espansione di una classe media facoltosa e particolarmente sensibile al richiamo esercitato dai prodotti del Made in Italy; disponibilità di una manodopera giovane a basso costo e qualificata; rete di accordi di libero scambio che offrono un ampio ventaglio di liberalizzazioni tariffarie e notevoli potenzialità non solo nelle attività di export verso il Vietnam, ma anche in quelle di produzione ed esportazione nei mercati Asean (associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico).

Nel 2016 le esportazioni italiane verso il Vietnam sono diminuite del 4,3% rispetto al 2015. Le importazioni sono invece aumentate dell'11,7%. Nel periodo gennaio-luglio di quest'anno le esportazioni in Vietnam sono però cresciute del 15,3% rispetto allo stesso periodo del 2016, mentre le importazioni hanno fatto registrare un +6,6%. Composizione dell'export: meccanica strumentale (29,9% del totale), cuoio e pelletteria (17%), prodotti chimici (3,8%), tessile e abbigliamento (3,7%). Composizione dell'import: apparecchiature per le telecomunicazioni (41% del totale), calzature (12,4%), prodotti agricoli (9,3%), abbigliamento (6,1%).

Il Vietnam è oggi il primo partner commerciale dell'Italia tra i Paesi Asean e il nono mercato di destinazione dell'export italiano in Asia-Pacifico. Per il Vietnam, l'Italia rappresenta il quarto partner commerciale UE per interscambio complessivo, il quinto mercato di destinazione dei prodotti vietnamiti (dietro Germania, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi) e il terzo (dietro Germania e Francia) mercato di provenienza dei prodotti importati dall'area Ue in Vietnam.

Il valore degli investimenti italiani, benché triplicato tra il 2008 e il 2013, rimane ancora lontano rispetto a quello di altri partner del Vietnam. Lo stock al 2016 degli investimenti italiani ammontava a circa 468 milioni di euro con circa 80 progetti concentrati prevalentemente nel settore manifatturiero (quasi il 90%). Il flusso di investimenti italiani nel 2016 ammontava a 37 milioni di euro.

Fonte: APCOM

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