Confindustria, l'export 'dolce vita' può arrivare a 18 miliardi nel 2022

Al 2022 il potenziale per l'export italiano di alta gamma in 31 mercati avanzati potrebbe essere di 12 miliardi di euro in più, secondo il Rapporto "Esportare la dolce vita, il potenziale del bello e ben fatto italiano nei mercati avanzati", elaborato dal Centro studi di Confindustria in collaborazione con Prometeia e presentato in un convegno organizzato da Confindustria al Mudec a Milano.


"Ma se prendiamo uno scenario più ambizioso, questa cifra aumenta di ulteriori 6,9 miliardi di euro, portando l'incremento complessivo a oltre 18 miliardi di euro". Lo ha rimarcato la vicepresidente di Confindustria per l'internazionalizzazione Licia Mattioli. "Ora ci sono due strade - ha detto - per aumentare la competitività di settore con agroalimentare, moda, gioielli e design: investire nella manifattura ad alto valore aggiunto e aumentare il numero degli esportatori".

La vicepresidente di Confindustria ha ricordato alla platea che secondo il rapporto "L'Italia nell'Economia Internazionale", pubblicato lo scorso anno da ICE, gli esportatori nel 2015 sono stati 214.113. Di questi poco più di 30.000 hanno registrato un fatturato all'estero al di sopra di 750.000 euro su base annua, mentre 138.000 operatori hanno esportato al massimo 75.000 euro.

"Le imprese che hanno scommesso sull'on-line hanno visto crescere il fatturato, anche quello tradizionale e, secondo i dati dell'Osservatorio eCommerce B2C di Netcomm e del Politecnico di Milano, l'export di prodotti italiani a consumatori stranieri è cresciuto nel 2016 del 17% e supera i 3,5 miliardi di euro, dove il 78% è rappresentato da turismo e moda".

La crescita è sostenuta ma "ancora troppo al di sotto rispetto al potenziale". Per questo, è "un'altra sfida che dobbiamo affrontare per i prossimi anni mettendo la digitalizzazione tra le priorità della nostra agenda, perché si tratta di un'innovazione che deciderà il destino delle nostre imprese".

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