Condé Nast istituisce un codice di condotta per i suoi shooting fotografici

In risposta all’affare Weinstein e ai molteplici scandali di molestie e violenze sessuali che ne sono seguiti, Condé Nast International ha deciso di porre in essere un codice di condotta valido per tutte le persone che lavorano agli shooting fotografici delle riviste del gruppo.

La copertina di febbraio 2016 di "Vogue Italia" con Kate Moss fotografata dal peruviano Mario Testino - Facebook Vogue Italia

“Tutti quelli che lavorano per Condé Nast devono essere trattati con dignità e rispetto. Qualsiasi lavoro effettuato da Condé Nast deve essere compiuto in modo professionale, libero da qualsiasi forma di discriminazione o molestia”. È con queste parole che inizia il codice di condotta del gruppo mediatico americano.
 
Un testo atteso, perché dopo il fotografo Terry Richardson, già bandito dalle pagine delle riviste edite da Condé Nast lo scorso ottobre, è toccato a Mario Testino e Bruce Weber, due fotografi che hanno collaborato regolarmente in particolare con il magazine Vogue, essere stati accusati da vari modelli/e di molestie sessuali, e conseguentemente esclusi dalle pubblicazioni del gruppo.
 
Tra i punti affrontati dal codice di condotta figurano l’età dei modelli (18 anni minimo), l’allestimento di uno spazio privato in cui si possano cambiare in completa intimità e un’approvazione preventiva per gli scatti che richiedono nudità, abbigliamento succinto o il consumo simulato di droghe e alcol. Il codice di condotta consiglia inoltre di evitare le situazioni in cui le modelle rimangono sole con un fotografo, un truccatore o un collaboratore alle foto/riprese.
 
Per elaborarlo, Condé Nast si è rivolto a 150 professionisti del settore (responsabili di casting, pubblicitari, agenti, designer, giornalisti, ecc.) e ha istituito un comitato di quadri dirigenziali del gruppo incaricato di esaminare i reclami che possono essergli presentati.
 
Il codice di condotta ricorda per alcuni aspetti la carta etica sul benessere delle modelle e dei modelli elaborata congiuntamente dai gruppi Kering e LVMH lo scorso settembre. Ma come precisa in un comunicato ufficiale Jonathan Newhouse, CEO di Condé Nast International, sono le molestie sessuali che il gruppo intende combattere: "Siamo molto determinati a lavorare insieme per trovare le soluzioni [a questo problema] all’interno del nostro settore. Adottando tali raccomandazioni, tutte le persone coinvolte nel processo creativo contribuiranno a garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso".

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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