Cavalli: assolti figlia dello stilista e collaboratori della maison

Cristiana Cavalli, figlia dello stilista Roberto, è stata assolta dal tribunale di Firenze insieme ad altri otto co-imputati - amministratori, dirigenti e collaboratori della casa di moda - dall'accusa di aver compiuto reati fiscali riguardo a una società del gruppo fiorentino con sede a Dublino (Irlanda).

Un negozio di Roberto Cavalli

Il giudice Sabina Gallini ha assolto tutti gli imputati dai reati contestati "perché i fatti non sussistono" disponendo altresì il dissequestro dei beni. In sostanza le accuse erano di omesse dichiarazioni dei redditi in Italia negli anni dal 2006 al 2010 da parte della Satelin Ltd, la società irlandese. Per l'anno più remoto è scattata l'assoluzione per prescrizione, negli altri anni per il giudice è valsa la formula 'perché il fatto non sussiste'.

L'avvocato Alessandro Traversi, difensore di Cristiana Cavalli, si è dichiarato "soddisfatto dell'esito pur avendo avuto sempre la certezza che nessun illecito penale fosse stato posto in essere".

Il PM Gianni Tei aveva chiesto 2 anni per otto imputati (tutti meno uno) sostenendo che la società fosse solo apparentemente di diritto irlandese, ma di fatto operante in Italia. Un caso di 'esterovestizione', per l'accusa, adatto a evadere il fisco per 9,7 milioni di euro di imponibile non dichiarato e un mancato versamento dell'Ires per 3 milioni di euro.

Nel processo le difese degli imputati hanno dimostrato, al contrario, che non vi è stato alcun vantaggio fiscale indebito, poiché la società Satelin Limited aveva sede effettiva in Irlanda e, fin dalla sua costituzione, aveva sempre pagato le imposte dovute all'estero. Si tratta di una società di gestione dei marchi che percepisce royalties per lo sfruttamento commerciale dell'insegna col nome 'Roberto Cavalli'.

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