Candiani Denim a tutto “green” per i suoi 80 anni

Candiani Denim punta sul proprio heritage costruito su Made in Italy, innovazione e sostenibilità per festeggiare i suoi 80 anni di vita: la storica azienda di Robecchetto con Induno (MI), meglio nota come “The greenest mill in the blue world”, ha da poco lanciato sul mercato una tela 100% “green”, Re-Gen Denim, adottata dal visionario designer di Atelier & Repair, Maurizio Donadi, per realizzare una capsule che rappresenta un lodevole esempio di moda eco-friendly. Alberto Candiani, Global Manager di Candiani SpA, ha rivelato a FashionNetwork.com i dettagli di questo nuovo progetto che segna un importante traguardo per l’azienda.

Alberto Candiani
 
“Re-Gen si differenzia dagli altri denim in quanto tela composta interamente da fibre rigenerate, figlie di scarti industriali che verrebbero altrimenti smaltiti come rifiuti tessili: il 50% è cotone riciclato, il restante 50% è Refibra, ovvero lyocell rigenerato di Lenzig”, ha spiegato Alberto Candiani. “Inoltre”, ha aggiunto, “abbiamo tinto questo articolo con la nostra combinazione Indigo-Juice/Kitotex, ovvero la tecnica di tintura più sostenibile possibile, in grado di risparmiare enormi quantità di acqua grazie all'utilizzo di polimeri naturali e biodegradabili che rendono i trattamenti su capo efficaci anche senza applicare prodotti chimici ed effettuare lunghi e inutili cicli di lavaggio”.
 
Maurizio Donadi, mente creativa e fondatore dell’insegna Atelier & Repair, ha da subito compreso le potenzialità di Re-Gen Denim, dando vita ad una limited edition di 12 pezzi ispirata ad un workwear evoluto e contemporaneo.

La fashion co-lab di Candiani Denim con Atelier & Repair
 
La collezione, prevalentemente maschile, “nonostante quasi tutti i capi potrebbero definirsi unisex”, precisa Candiani, è stata presentata lo scorso marzo a Los Angeles, nel “Development Center” dell’azienda, con il primo evento dell’anno dedicato al suo 80esimo anniversario. Il 18 aprile, nei giorni di Kingpings, è invece approdata dal Tenue de Nimes di Amsterdam, uno degli store più importanti per la cultura del jeans nel mondo: “Le vendite non sono ancora iniziate: stiamo mantenendo massima esclusività per valorizzare il progetto stesso, i cui capi sono limitatissimi e al momento non stiamo producendo serie extra”, ha spiegato il titolare dell’azienda milanese, ricordando come altri marchi del panorama del fashion abbiano già sposato questo tessuto, tra cui Denham e 7 For All Mankind.
 
La storica manifattura supporterà Atelier & Repairs in occasione dell’edizione numero 94 di Pitti Uomo (12-15 giugno): la giusta vetrina per il lancio internazionale del progetto, la cui distribuzione sarà interamente gestita dal brand.

Fondata nel 1938 tra Milano e le Alpi, Candiani Denim è un attore di primo piano a livello internazionale nella produzione di denim, circa 10 milioni di metri di tessuto all’anno con cui vengono confezionati quasi 15 milioni di capi, e svolge la sua attività in due grandi impianti per un totale di 85.000 mq. di area produttiva.

Le macchine per la filatura di Candiani Denim

L’azienda con sede nel Parco del Ticino ha chiuso il FY 2017 con una leggera contrazione del fatturato (-2%) a 96 milioni di euro, “piccola e fisiologica flessione sul 2016 prevalentemente dovuta al cambio euro/dollaro”, ha specificato Alberto Candiani, che per fine esercizio prevede una crescita dei ricavi tra il 3 e il 5%, grazie “al buon andamento del primo semestre 2018, più positivo rispetto all'anno precedente”.
 
Candiani Denim realizza la maggior parte del suo giro d’affari all’estero, con USA, Germania e Scandinavia come primi tre mercati di sbocco, mentre l’Italia genera meno del 10% del fatturato.

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