Burberry non distruggerà più gli invenduti ed elimina le pellicce animali dalle sue collezioni

Burberry ha annunciato in un comunicato di giovedì 6 settembre che porrà fine, con effetto immediato, alla pratica di distruggere i prodotti invenduti, fatto che aveva generato aspre polemiche alcuni mesi fa, quando pubblico e stampa erano venuti a conoscenza dell’abitudine del marchio inglese di bruciare ogni anno milioni di sterline di articoli rimasti invenduti delle sue precedenti collezioni, con la motivazione di proteggere l’esclusività del marchio e di impedire che suoi articoli venissero venduti a prezzi troppo bassi.

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Burberry - Autunno-Inverno 2018 - Womenswear - Londra - © PixelFormula

Inoltre, Burberry ha confermato che non userà più pellicce vere, tanto che non ci sarà alcuna pelliccia di origine animale già nella collezione di debutto del suo nuovo direttore artistico Riccardo Tisci di questo mese, e che eliminerà dalle sue linee i prodotti esistenti confezionati con pelliccia autentica. Più precisamente, l'uso di vera pelliccia da parte del marchio britannico è stato limitato per molti anni a coniglio, volpe, visone e procione asiatico. Questi e l’angora saranno banditi dalle sue future collezioni.
 
Nel comunicato, Burberry tiene a sottolineare che da tempo già “riutilizziamo, ripariamo, doniamo o ricicliamo prodotti invenduti e continueremo ad ampliare questi sforzi”.

Il nuovo logo di Burberry, ispirato a un carattere tipografico creato dalla casa di moda inglese nel 1908 - Image: Riccardo Tisci/ Instagram

​Il marchio britannico ricorda che nel maggio 2018, è diventato uno dei partner principali della Make Fashion Circular Initiative istituita dalla Ellen McArthur Foundation, per sostenere la visione di un'economia circolare ed eliminare gradualmente gli impatti negativi dell'industria della moda e del tessile.

Inoltre, nel 2017 la società ha stipulato una partnership con l’azienda di lusso sostenibile Elvis & Kresse per trasformare 120 tonnellate di scarti di cuoio in nuovi prodotti nei prossimi cinque anni, e che il Burberry Material Futures Research Group del Royal College of Art (tramite il supporto della Burberry Foundation) è focalizzato sull'invenzione di nuovi materiali sostenibili. Burberry ha poi ricordato che continua ad investire per sviluppare un’industria del cashmere più inclusiva e sostenibile per l’ambiente in Afghanistan, grazie a una partnership con Oxfam in Italia, e di aver ottenuto il 21% del cotone che ha lavorato attraverso la Better Cotton Initiative (BCI), con l’obiettivo di arrivare al 100% entro il 2022.

Il nuovo monogramma di Burberry. Il design presenta le iniziali a incastro del fondatore della casa, Thomas Burberry, nei toni del rosso e del miele.

Marco Gobbetti, il CEO di Burberry (che intanto ha presentato quest’estate un nuovo logo e un inedito monogramma, ideati in un solo mese dopo l'arrivo di Riccardo Tisci alla guida dello studio stilistico nel marzo scorso), ha commentato: “Il lusso moderno significa essere socialmente e ambientalmente responsabili. Questa convinzione è fondamentale per noi in Burberry e la chiave del nostro successo a lungo termine. Ci impegniamo ad applicare la stessa creatività a tutte le componenti di Burberry come facciamo per i nostri prodotti”.

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