Brunello Cucinelli celebra il sogno di Solomeo e il capitalismo umanistico

“Il sogno della mia vita è sempre stato quello di lavorare per la dignità morale ed economica dell’essere umano. Immaginavo un’impresa che producesse senza recare danni al Creato e volevo conseguire il giusto profitto in modo etico. I grandi maestri del passato ci hanno educato ad ascoltare il genius loci, a sentirci custodi del Creato, non proprietari, ad avvertire la responsabilità per le bellezze del mondo. Desideravo contribuire con il mio operato a tale bellezza e permettere al prossimo di fruirne”.

Brunello Cucinelli ha celebrato a Solomeo (PG) i primi 40 anni della sua azienda

Con queste parole Brunello Cucinelli ha accolto gli oltre 500 ospiti, perlopiù giornalisti italiani e internazionali, da lui invitati da tutto il mondo nel “Borgo dello Spirito”, la sua Solomeo, per festeggiare i 40 anni dell’azienda e la fine dei lavori del “Progetto per la Bellezza”, che hanno visto il restauro del borgo e della valle sottostante, nonchè la costruzione della Scuola dei Mestieri e di un teatro per portare artigianlità, arte e diletto a tutta la comunità.

Il Borgo dello Spirito, Solomeo

“La periferia era cresciuta negli ultimi 50 anni ed ho voluto lavorare per migliorarla. Decisi in primis, con l’aiuto dell’architetto Massimo de Vico Fallani, di fare la fabbrica a valle: sono 40.000 metri quadri, non di edifici nuovi, ma di fabbriche degli anni ‘70 che abbiamo riadattato alla cultura di oggi. C’erano poi sei capannoni industriali che ho voluto abbattere per ridare alla terra tutta la sua dignità. Siamo partiti da lì per arrivare oggi a vedere l’ultimo tassello realizzato nel Parco della Bellezza e della spiritualità: 70 ettari di ulivi, vigneti e campi con una cantina e con il monumento alla Dignità Umana, che ho fatto realizzare ispirandomi alla grecità e che spero sarà ancora qui tra 2000 anni” ha raccontato a FashionNetwork.com Brunello Cucinelli.

Il monumento in travertino, alto circa 5 metri e lungo 24, riporta la dicitura “Tributo alla dignità dell’uomo” e sotto ogni arco il nome di un continente: America, Europa, Africa, Asia e Oceania.

Questo impegno, la profonda fede cristiana e gli alti ideali che da sempre guidano questo imprenditore illuminato e illuminante hanno dato frutti oggi ben visibili. Una piccola realtà del cuore dell’Umbria è infatti ormai conosciuta urbi et orbi e impiega 1700 persone a livello mondiale, circa 1000 solo a Solomeo. Dei numeri in costante crescita, come lo sono i ricavi dell’azienda, che nel 2017 hanno sfiorato i 503 milioni di euro e dovrebbero mettere a segno un ulteriore incremento a doppia cifra nel 2018. Nel primo semestre dell'anno il fatturato dell’azienda è infatti cresciuto di quasi il 12% a 270 milioni e l’utile netto è aumentato del 20%, superando i 23 milioni.

La valle di Solomeo ha ritrovato le sue radici tradizionali: ieri olio, grano e vino e oggi, accanto a questi doni della terra, anche il cashmere.

“Un tempo qualcuno mi disse che il tentativo di lavorare in un borgo non poteva essere compatibile con la rapidità della vita moderna, ma l’impresa, invece, andò avanti costantemente con uno sviluppo garbato e oggi sono certo che proprio internet offrirà al mondo la chiave che permetterà di risolvere il problema dello spopolamento dei centri antichi, perché si potrà lavorare in questi posti bellissimi senza bisogno o almeno riducendo al massimo gli spostamenti”.

Il teatro che Brunello Cucinelli ha costruito a Solomeo

Miscere utilem dulci, avrebbero detto gli avi cari a Brunello Cucinelli, un imprenditore filosofo che ha orientato la propria vita e il proprio operato al rispetto umano, al rispetto della natura e del passato, al concetto di “lavoro giusto”, in un ideale di capitalismo umanistico. Un sogno realizzato, il suo, che ha voluto racchiudere in un libro edito da Feltrinelli, “Il Sogno di Solomeo”, che proprio il 4 settembre ha svelato e donato in anteprima a tutti i suoi ospiti.

Brunello Cucinelli durante la conferenza al Borgo

“Non sono uno scrittore, questo è il libro di una vita, vi ho raccolto i ricordi e le riflessioni della mia. L’ho fatto adesso perché quando sei in una parte avanzata del percorso terreno, inizi a guardare al futuro con un occhio molto speciale. Ho cercato di scriverlo con l’anima e ci ho lavorato per cinque anni. E’ un’opera dedicata ai giovani, perché sono convinto che senza la storia il futuro non sia in grado di raccogliere e mantenere in vita, per centinaia e centinaia di anni, la rinascita dei valori e dei grandi ideali, nei quali non bisogna mai smettere di credere e vivere. E chi, se non i giovani, rappresentano il futuro? Vorrei che questa valle e l’azienda restassero così per almeno due o trecento anni. E attenzione, perché l’anima è immortale - ha chiosato con un sorriso Cucinelli - andrò su, quando sarà ora, ma tornerò sempre a controllare che questo patrimonio sia custodito e preservato come si deve!".
 

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