Best Company si rilancia in Italia e all'estero grazie a Falis 2014

Da sole due stagioni è tornato in vita uno dei marchi-simbolo degli anni ’80 e della generazione dei “paninari”, Best Company, che venne fondato nel 1982 dallo stilista Olmes Carretti, e divenne subito un fenomeno di costume grazie a magliette, polo e felpe ricche di grafiche d’impatto, ricami di qualità e colori accesissimi. In declino negli anni ’90, Best Company attraversò numerosi alti e bassi, venne rilanciato dalla holding milanese Fin.part. e poi acquisito nel 2002 dal gruppo Cisalfa, che lo ha curato e venduto fino alla cessione della sua licenza produttiva mondiale nel 2017 alla ligure Falis 2014. La società è stata fondata a Sestri Levante (GE) da un gruppo di manager del settore guidati dall’AD Michele Bernardi (ex Tomasoni Topsail).

Il nuovo stile di Best Company

Dopo essere tornato al Pitti Uomo nell’edizione di gennaio 2018 con l’invernale 2018/19, il nuovo corso di Best Company presenta la seconda collezione, quella per la PE 2019. “Abbiamo ricominciato a collaborare con lo storico designer Olmes Carretti, che ci ha permesso di ridare un asset valoriale al progetto di un brand che nelle sue creazioni voleva esprimere valori come senso di appartenenza e aggregazione fra le persone”, racconta Michele Bernardi. “Con la scorsa collezione abbiamo coperto tutto il mercato italiano, con la linea estiva arriveremo in quasi tutti i mercati europei, in particolare Regno Unito, Benelux, Scandinavia, Austria, Germania, Francia, Spagna, Grecia. È prossimo anche il passaggio ai mercati extraeuropei”, assicura l’AD.
 
Best Company è arrivato a distribuirsi in circa 600 doors in un anno, “con molta trasversalità, e toccando i primi 100 top seller identificati dal mercato, come Fiacchini a Forte dei Marmi, Divo a Pontedera, Giglio In a Palermo, ma anche negozi di taglio più giovane come Amedeo D. a Milano. L’internazionalità è uno degli obiettivi più importanti per noi, e sui mercati esteri abbiamo già raggiunto una prima copertura di circa 140 doors”, precisa l’AD. Il target è di arrivare a 300 vetrine sul mercato europeo.

A livello retail, “più che parlare di monomarca, ci piacerebbe il format del temporary store, più moderno e divertente”, aggiunge.

Best Company produce anche la collezione "Urban Tech" con lo storico simbolo dell'abete stilizzato - bestcompany1982.it

Oggi Best Company produce linee di felpe (cuore della collezione come alle origini), capispalla, t-shirt, polo e beachwear, per uomo, donna e bambino. Tutto il prodotto è Made in Europe e una parte della collezione di felperia è Made in Italy.
 
Nel primo anno di vita, Falis 2014 (che possiede anche la licenza per il mercato europeo del marchio di surfwear Bear) ha chiuso l’esercizio a poco meno di 12 milioni di euro di fatturato.
 
Come per Best Company, la linea per la PE 2018 ha consentito a Bear di coprire tutto il mercato italiano, e con l’AI 2018/19 si è aperto ai mercati esteri. “Sono due marchi complementari con logiche distributive diverse. Bear ha un forte heritage nel surf nello specifico stile “Un mercoledì da leoni”. Da entrambi i marchi abbiamo preso la quota heritage necessaria per riaffermarli sul mercato dando però loro una reinterpretazione moderna”, puntualizza Bernardi. Ciascuno dei due ha generato circa il 50% del volume d’affari del gruppo Falis nel primo anno d’attività.

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