Beauty Summit Pambianco: la cosmetica deve puntare su internazionalizzazione e formazione

Nel corso del primo Beauty Summit organizzato da Pambianco Strategie di Impresa in collaborazione con Ernst & Young, svoltosi il 4 maggio a Milano presso Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, due asset fondamentali per la crescita del settore cosmetico sono emersi dagli interventi dei diversi relatori: l’internazionalizzazione e la formazione.

Raffaele Jerusalmi, AD di Borsa Italiana

Internazionalizzazione che può essere raggiunta, secondo Raffaele Jerusalmi, AD di Borsa Italiana, intervenuto all’inizio del summit, anche attraverso un avvicinamento delle aziende del settore al mondo dei capitali, per raggiungere dimensioni maggiori e internazionalizzare il proprio business: “Così come è successo alle imprese della moda negli ultimi 10 anni, anche quelle del settore cosmetico possono accelerare la loro crescita grazie alla quotazione, in Borsa o con Elite, il programma nato 5 anni fa all’interno di Borsa Italiana, che oggi conta 566 aziende, di cui 300 italiane”. Ipotesi, per la verità, accolta con un velato scetticismo da alcuni imprenditori presenti tra i relatori del summit, che comunque non hanno escluso tale possibilità “se dovesse rendersi necessaria”.

Fabio Rossello, Presidente di Cosmetica Italia
 
Fabio Rossello, Presidente di Cosmetica Italia, associazione che rappresenta il 95% del settore e circa 200.000 addetti, ha sottolineato come nella cosmetica ci sia una prevalenza di risorse femminili (il 54% rispetto al 28% del manifatturiero) e un elevato numero di laureati (il doppio rispetto al manifatturiero). Rossello ha inoltre evidenziato come il settore continui a investire molto in ricerca e sviluppo: circa il 7%, contro il 3% della media nazionale. Tra gli asset principali per il comparto, Rossello ha evidenziato l’evoluzione dei canali, la digitalizzazione, la reputazione e l’internazionalizzazione: “La cosmetica italiana fattura 10,5 miliardi di euro, di cui 4,2 miliardi con l’export, e il saldo commerciale è a favore per 2,3 miliardi di euro”.

Michelangelo Liuni, Presidente di Fenapro

In rappresentanza del fronte distributivo, infine, Michelangelo Liuni, Presidente di Fenapro (Federazione Nazionale Italiana Dettaglianti Profumieri) ha posto l’accento sulla necessità di creare sinergie tra produzione e distribuzione e di qualificare il canale attraverso la formazione del personale: “Abbiamo lanciato il progetto formativo ‘Beauty Coach’, per il quale abbiamo avuto il supporto delle aziende che producono cosmesi, e creato un albo professionale per chi lavora nelle profumerie, con l’obiettivo di innalzare il livello di professionalità e differenziarci rispetto agli altri canali”.

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