Assocalzaturifici: 2017 stabile, export in crescita (+3%)

Un 2017 nel segno della stabilità per il comparto calzaturiero italiano, che sorretto dalle esportazioni, a cui è destinato l’85% della produzione nazionale, ha registrato un incoraggiante +1% in volume, invertendo la rotta dopo tre anni di contrazione.

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La crescita in valore dell’export ha superato il +3%, con performance stazionarie per quanto riguarda i Paesi UE (che coprono il 70% dei flussi in uscita), con un +1,1% in quantità per la Francia, primo mercato per gli operatori italiani, e un arretramento del 2,3% per la Germania (che mostra però un +2,5% in valore). È proseguita la ripresa in Russia (+28,4% in quantità) e si è assistito a segnali di recupero negli Stati Uniti: in Nord America sono migliorati gli USA (+5,5% in quantità, ma ancora -4,8% in valore), mentre è calato il Canada (-1,4%).
 
Buone le performance in Medio Oriente, +3,1% in quantità, grazie al progressivo recupero negli Emirati (ora in terreno positivo, +1%) e nonostante la battuta d’arresto in Arabia (-10,2% in volume). Rallenta, infine, il Far East (-4,4% in quantità e -2,4% in valore nell’insieme), dove gli aumenti di Corea del Sud (+11,5%) e Cina (+10,4%, ma con prezzi in calo dell’8%) non hanno compensato i trend negativi di Giappone e Hong Kong, che presentano flessioni attorno al 10% in volume.
 
Rimangono inoltre alcune criticità, tra cui l’ormai cronica contrazione della domanda sul mercato interno: gli acquisti delle famiglie registrano, per il decimo anno consecutivo, un calo in volume (-0,4%), seppur contenuto.
 
“A sostenere il settore è ancora una volta l’export che, secondo le cifre ufficiali Istat ferme ai primi dieci mesi del 2017, evidenzia incrementi del 3,3% in valore e dell’1,5% in quantità rispetto all’analogo periodo del 2016”, ha dichiarato commentando i dati preconsuntivi Annarita Pilotti, Presidente di Assocalzaturifici. “Ma non possiamo cedere a facili entusiasmi: la ripresa, già rilevata in altri settori produttivi nazionali, non è per noi ancora in corso, sebbene le indicazioni confortanti ci facciano sperare che la strada imboccata sia quella giusta”.
 
Il lungo periodo di congiuntura poco profittevole ha avuto nel 2017 strascichi ulteriori su occupazione e mortalità aziendale: è proseguito il processo di selezione delle imprese (131 calzaturifici in meno rispetto a dicembre 2016) e il saldo totale annuo relativo al numero di lavoratori permane negativo (144 lavoratori, -0,2%). Il settore occupa in Italia oltre 77mila addetti diretti in quasi 5mila aziende.
 
E per il prossimo futuro? “Le aspettative per la prima parte del 2018 risultano orientate alla conferma dei livelli attuali, sia nella raccolta ordini che nell’attività produttiva, stimata in crescita di un +1,1% ulteriore in quantità”, si legge nella nota ufficiale diramata da Assocalzaturifici.

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