Artemest si espande con 400 artigiani italiani aderenti

C’erano una volta gli artigiani che producevano in giro per la penisola prodotti di design, décor e lifestyle fatti a mano, spesso pezzi unici di alto valore artistico e commerciale. Poi è arrivata la globalizzazione, l’aumento dei costi, la concorrenza e, dunque, il calo degli affari. Che fare? 

Alcuni esempi di colorati bicchieri e calici di Murano - Facebook/Artmest

Se lo è chiesto l’italo-americana Ippolita Rostagno, che a New York disegna gioielli sulla Madison Avenue. Come supportare i piccoli produttori italiani indipendenti di lusso hand-made che progettano e producono oggetti unici al mondo? Fondando, insieme al giovane Marco Credendino, laurea alla Bocconi ed esperienza presso la piattaforma Yoox Net-A-Porter, una start-up per realizzare un sito di e-commerce ( battezzato ‘Artemest’ acronimo di arti e mestieri, appunto) divenuto in poco tempo il punto di riferimento mondiale per l’acquisto di prodotti artigianali di lusso made in Italy. Un successo tale da avere ricevuto i giorni scorsi un investimento di 4 milioni di euro da parte di un fondo cinese, la NUO Capital di Hong Kong.

“Abbiamo fondato il sito per valorizzare le eccellenze italiane, supportando artigiani, designer e piccole imprese a competere in un mercato globale valorizzando le tradizioni e l’alta qualità della produzione Made in Italy”, ha spiegato Rostagno. “Internet è il volano per la ripresa economia e il nostro portale include la vendita di pezzi unici di design, oggetti decorativi, illuminazione, tavola e oggetti da regalo fatti da artigiani italiani”.

Lo scontrino medio degli acquisti sul sito è di 1.600 euro e, ad oggi, sono 400 le piccole imprese che aderiscono al progetto che include i lampadari di Murano, i piatti dipinti a mano da Costanza Paravicini che ha bottega a Milano, le opere in ferro del siciliano Antonio Sciortino, le ceramiche a temi bizantini, romani e islamici della bottega Vignoli di Faenza e le ceramiche Bitossi di Montelupo Fiorentino (artigiani dal 1921). I prodotti in vendita sono oltre 5 mila e gli acquirenti provengono da 60 Paesi diversi.

La start-up è stata anche appena inserita fra le 60 start-up al mondo che stanno rivoluzionando il modo in cui compriamo, vendiamo e percepiamo il lusso nella ricerca condotta da CB Insight. Lo shopping più lussuoso sta traslocando online e i negozi virtuali sono i preferiti dai ricchi di tutto il mondo.

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