Amazon: inizio lento per il commercio vocale

Mentre il commercio vocale, o v-commerce, viene annunciato come uno dei prossimi sviluppi più importanti nel campo delle vendite online, il gigante statunitense Amazon starebbe ancora faticando a convertire a questa pratica gli utenti del suo smart speaker Echo e del suo assistente vocale intelligente Alexa. Solo il 2% userebbe tale funzione.

Lo smart speaker Echo - Amazon

È quanto afferma il sito The Information, citando due fonti che hanno accesso alle cifre dell'attività dell’azienda. Cifre sulle quali la società si mostra particolarmente discreta, rifiutandosi per esempio di indicare la percentuale delle vendite rappresentata dall’abbigliamento, anche se questo segmento è al centro di molti sviluppi effettuati di recente.
 
Principale concorrente dell’assistente vocale Google Home e dello strumento Google Assistant, l'assistente Alexa sarebbe finora implementato in circa 50 milioni di terminali. Sul numero totale di utenti che hanno già acquistato prodotti tramite ordini vocali, il 90% non avrebbe ripetuto l’esperienza. Circa il 20% degli utenti avrebbe usato soprattutto la funzione shopping per informarsi sulle offerte in corso e sullo stato di avanzamento dei loro ordini.
 
Secondo uno studio di OC&C apparso nel febbraio 2018, il commercio vocale dovrebbe rappresentare 40 miliardi di dollari di vendite entro il 2022, contro i 2 miliardi attuali. “La nostra interfaccia vocale è di grande importanza strategica” ci assicurava in marzo il Direttore Generale Europa di Amazon Pay, Giulio Montemagno.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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