Alibaba: Jack Ma, un'uscita di scena dal tempismo perfetto

L'allungamento dei tempi dell'uscita di scena di Jack Ma - che solo nell'autunno 2019 sarà sostituito alla presidenza di Alibaba dall'attuale AD, Daniel Zhang - evidenzia l'importanza che questo passaggio riveste non solo nella vita del grande gruppo, la compagnia cinese con la capitalizzazione più alta (420 miliardi di dollari), ma della stessa economia cinese.

Jack Ma

Ma, che oggi compie 54 anni, potrebbe avere scelto - secondo alcuni osservatori - il momento giusto per un passo indietro. E' difficile affermare che per Alibaba si preparino tempi duri (il secondo trimestre 2018 si è chiuso con ricavi +61%), ma di sicuro la crescita tumultuosa del passato potrebbe essere un ricordo, anche perché su tutte le imprese cinesi attive sul web la morsa dei controlli statali si sta stringendo inesorabilmente. Sia per ragioni politiche (per arginare la diffusione del dissenso) che finanziarie (per timore dei rischi legati allo shadow banking).

Come ricorda la Nikkei Asian Review, la graduale uscita di scena rappresenta uno spartiacque di una economia, quella cinese, "che va verso una nuova generazione di leadership". Peraltro, di tutti i 'nuovi miliardari' emersi in questi anni di crescita tumultuosa della Cina, Jack Ma è stato fra i pochi a godere fino ad oggi di spazi di manovra e di espressione pressoché illimitati: e non è escluso che a Pechino la sua visibilità possa aver iniziato a dare fastidio a qualcuno.

Ma la testata riporta anche il commento di un analista che osserva come "in Cina per gli uomini d'affari è sempre pericoloso avere un profilo troppo alto: la maggior parte viene arrestata o viene sottoposta a indagini pubbliche, quindi è importante che Jack Ma faccia un passo indietro e riduca la sua esposizione".

Il fatto è che all'estero Jack Ma veniva ormai visto come un'estensione del governo cinese, quasi il suo volto 'internazionale e non ufficiale'. Ad esempio come quando ad agosto il primo ministro malaysiano Mahathir Mohamad ha compiuto la prima visita in Cina dopo il suo insediamento, incontrando Ma prima dello stesso presidente Xi Jinping. E il boss di Alibaba nel gennaio 2017 ha incontrato Trump a New York prima ancora del suo insediamento. Di questi pericoli il fondatore di Alibaba sembra essere ben consapevole: "Mai e poi mai fare affari con il governo", ha detto in un'intervista del 2014 alla statunitense CBS.

Negli ultimi anni, soprattutto da quando ha passato la responsabilità di CEO a Zhang, Ma è stato il volto più 'internazionale' del capitalismo alla cinese, predicando la virtù della globalizzazione e dell'interconnessione.

Ma il boss di Alibaba (respinto da ben 30 datori di lavoro e 10 volte dalla Harvard Business School) è stato anche altro, grazie al suo atteggiamento poco convenzionale. Rispetto alla 'concorrenza' Jack Ma si distingue peraltro per l'ironia e la capacità di mettersi in gioco con performance inedite per gli altri miliardari cinesi: come quando è apparso sul palco di eventi di Alibaba per esibizioni canore e ballerine o quando nel 2017 ha preso parte a un cortometraggio di kung fu.

Eppure l''ingenuo' Ma è stato anche bravissimo a cavalcare - sin dagli inizi nel 1999 - l'onda degli incentivi pubblici lanciati dalle autorità di Pechino per recuperare lo svantaggio online rispetto alla concorrenza occidentale.

Oggi l'annuncio di un lento addio per dedicarsi nei prossimi anni alla filantropia: una scelta impeccabile e di basso profilo che lo manterrebbe 'personaggio' senza i rischi connessi all'operatività di Alibaba. E non è escluso neppure che Ma trascorra sempre più tempo in Europa, dal momento che possiede tre 'chateaux' in Francia, dove produce dell'ottimo vino.

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