Alexander McQueen: crisalidi chic in modalità metamorfosi

Crisalidi chic da Alexander McQueen, in una collezione costruita attorno all’idea della metamorfosi, dove il cast aveva le labbra percorse di farfalle e piccoli scarabei punteggiavano molti outfit. Uno show magico da parte di Sarah Burton per il marchio McQueen, nella collezione più stimolante vista finora in una stagione parigina altrimenti eccessivamente tranquilla.

Alexander McQueen - Autunno-Inverno 2018/19 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula

Una superba miscela di tagli che hanno rappresentato altrettanti pezzi di bravura; i capi-chiave sono stati una serie di straordinari smoking con le spalline, allungati, sinuosi ed energici, rifiniti con frange e inserti in pizzo. Una meravigliosa attitudine energica e chic: dalla combinazione fra la notevole tunica in pelle verde bottiglia e il kilt ecrù completata da due giubbotti da motociclista indossati dalla modella e violoncellista Lily Stewart; una grande gonna piena di tagli portata con un top in pelle stampata nera indossati da una signora con un seno generoso; fino a un bustier sadomaso sopra una gonna di maglia lunga fino al pavimento e stivali, su cui strisciavano centinaia di coleotteri ricamati. E poi, splendide camicie di seta stampate con motivi di farfalle portate sopra a scultorei stivali da cavallerizza.
 
Il cast includeva quattro storiche veterane – Stella Tennant in un cappotto militare doppiopetto perfettamente tagliato e rifinito con filature incrociate; Guinevere Van Seenus in una giacca nera a coda di rondine e gonna di pizzo rivelatrice; Tasha Tilberg in un vorticoso mantello nero e rosso, con un’enorme tote bag abbinata; e Liya Kebede in un top intrecciato cremisi che arrivava sotto le sue ginocchia.
 
Uno di quei défilé in cui la bellezza pura dei vestiti ha assolutamente acceso il cast, truccato con i capelli raccolti in una treccia singola, nobile e un po’ feticista.

Alexander McQueen - Autunno-Inverno 2018/19 - Womenswear - Parigi - © PixelFormula

Da notare il fiero ed orgoglioso tocco di aristocazia celtica, per un brand il cui tanto amato fondatore era di origine scozzese. In un gioco con le sue radici, ogni singola sedia pieghevole in legno dentro al Carreau du Temple era coperta da un maglione irlandese Aran – ognuno dei quali portava il nome dell’ospite sull’etichetta interna. In questo modo nessuno poteva rubarti il posto in questo show intenso e brillante.
 
Donne fiere; glamour aggressivo; audace brillantezza; modelle che sfilavano vivacemente su una passerella sinuosa, guidati da una ritmica techno al Carreau du Temple, decorato con pareti di tela di lino grezzo. Si è trattato della prima apparizione di McQueen all'interno di questo enorme mercato in ferro battuto e vetro della fine del XIX secolo, che aveva già ospitato mitici show di stilisti leggendari: Helmut Lang, Yohji Yamamoto, Giambattista Valli, Hedi Slimane e Riccardo Tisci. Quello curato dalla Burton sarà ricordato come uno dei migliori.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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