“We Margiela”, un racconto inedito e commovente sull'epopea dello stilista di culto

Presentato in anteprima ad Amsterdam, Anversa e San Pietroburgo, ma anche a Milano giovedì 26 ottobre, nella galleria 10 Corso Como, il film We Margiela è pronto a diventare un cult come il suo soggetto: il visionario stilista belga Martin Margiela e la storia della sua casa di moda, fondata nel 1988. In effetti, per la prima volta un documentario racconta dall’interno la genesi e l’epopea di questa incredibile avventura, che ha rivoluzionato, e ancora oggi influenza fortemente, la moda odierna.

Il team creativo di Maison Martin Margiela agli inizi - mint film office

Realizzato da Menna Laura Meijer e dalla società di produzione di Rotterdam Mint Film Office, il documentario solleva un velo sulla misteriosa personalità di Martin Margiela e il suo processo creativo, senza che il suo volto appaia mai sullo schermo, fedele alla filosofia del creatore di rimanere anonimo e invisible.
 
La storia si dispiega con piccoli tocchi, fra interviste e aneddoti, mettendo in evidenza coloro che hanno preso parte a quest’avventura sin dagli inizi, dai collaboratori più prossimi allo studio creativo, il cui stilista è Lutz Huelle, passando per alcuni buyer e fornitori chiave. La maggioranza di essi, che parlano per la prima volta, aprono, spesso emozionati, armadi e collezioni personali, dai quali escono ricordi e vestiti mitici, conservati con cura.
 
Tra questi erano presenti alla proiezione milanese la commerciale Vicky Roditis, la modella e assistente di showroom Grace Fisher, la fotografa Marina Faust, Deanna Ferretti Veroni, che da anni produce i capi in maglia del brand, e Alda Farinella, fondatrice della boutique “Jana” a Torino.
 
La buyer italiana ha faticato a nascondere la sua emozione alla fine della proiezione. Lei che fu una delle prime a credere in Martin Margiela. “Con lui, le donne che non rientravano nei tradizinali canoni della bellezza potevano finalmente sentirsi belle e fiere nei loro vestiti”, ha sottolineato.

We Margiela mostra in particolare il ruolo fondamentale giocato da Jenny Meirens, braccio destro di Martin Margiela e cofondatrice del marchio, deceduta nel luglio del 2017. Intervistata a lungo, anche questa figura misconosciuta dal grande pubblico non appare sullo schermo. Ma si percepisce chiaramente la sua influenza e la maniera nella quale ha permesso, assumendo la gestione dell’azienda, di far crescere il marchio senza mai comprometterne lo spirito libero.

Lo spot di presentazione del documentario

L’emblematica etichetta bianca cucita con quattro punti visibili nella parte posteriore dei vestiti, il “noi” adottato al posto dell’”io”, le camicette bianche, le sfilate caotiche in luoghi sorprendenti, la nascita delle idee creative… Tutti gli elementi che hanno fatto di Maison Martin Margiela un marchio unico e radicale si svelano sotto i nostri occhi, generati in modo intuitivo da un gruppo di persone unite e appassionate, per le quali questo periodo segnerà un momento fondamentale nella loro vita.
 
Il documentario si occupa anche della fine di questa avventura, con la vendita della griffe nel 2002 a Renzo Rosso, il fondatore di Diesel e del gruppo OTB, seguita nel dicembre del 2009 dall’addio di Martin Margiela.
 
Il materiale raccolto per la preparazione di We Margiela, fra interviste e fotografie, ha anche permesso a un libro di nascere, anch’esso scritto e prodotto da Mint Film Office, ma che sarà pubblicato più avanti. Il film è stato coprodotto, fra gli altri, dalla televisione pubblica olandese Avrotros. Non è ancora distribuito, ma è presente sul Web, visibile sui social network e sul sito wemargiela.com.

Versione italiana di Gianluca Bolelli

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